5 Ottobre 2014
Gabriele Renzi
GREEN ECONOMY
5 Ottobre 2014
Gabriele Renzi

Tutelare il “made in”. Il caso svizzero

Road to EXPO 2015. La Svizzera tra protezione dell'ambiente e dei propri marchi di eccellenza

Protezione del territorio e competitività sul mercato sono due facce della stessa medaglia.

Tra incentivi alle imprese green e protezione del marchio svizzero, la Confederazione Elvetica ha fatto della valorizzazione del proprio territorio  un marchio di fabbrica, anche se resta il vuoto della protezione del proprio prodotto dalla contraffazione sui mercati esteri.
Ne ha parlato Paolo Degiorgi dell’Ufficio federale dell’agricoltura della Confederazione Elvetica.
L’intervento è stato trasmesso dalla Radio Vaticana all’interno di “A Conti Fatti” programma realizzato dalla redazione di economiacristiana.it in collaborazione con Earth Day italia
Negli anni passati, erroneamente, si è pensato talvolta a tutela dell’ambiente e sviluppo economico come aspetti non sempre conciliabili. La Svizzera è un esempio di paese che ha fatto della protezione del territorio non solo una necessità, ma una leva per lo sviluppo.
Nella costituzione svizzera in due articoli ben precisi si parla di sostenibilità. Uno è un articolo più generale, relativo all'ambiente, alla tutela del territorio, dove si dice chiaramente che bisogna favorire un rapporto equilibrato fra natura, capacità di rinnovamento e l'attività dell'uomo.
Poi abbiamo nell'articolo un articolo più specifico sull'agricoltura che parla di produzione ecologicamente sostenibile, ma orientata verso il mercato. C’è un rapporto tra sostenibilità e attività sul mercato che poi si esplica nel garantire l'approvvigionamento e quindi la produzione di derrate alimentari, la salvaguardia delle basi naturali e del paesaggio e l'occupazione decentralizzata.
Queste basi costituzionali si traducono poi nella politica agricola della Confederazione Svizzera e nella sua legge,
Ci sono poi vari strumenti che derivano poi dalla legge sull'agricoltura come i pagamenti diretti, strumenti a sostegno dell'agricoltura, ma al rispetto di condizioni base di tipo ecologico
Bilanci di concimazione, promozione della biodiversità, avvicendamenti colturali, produzione dell'acqua, utilizzo mirato dei prodotti fitosanitari, tutti degli elementi che permettono, se rispettati di ottenere pagamenti diretti alle aziende.
Poi chiaramente c'è la promozione dell'agricoltura biologica.

Avete, se non sbaglio, anche una normativa efficace per la protezione del prodotto “Made in Switzerland”
Oltre alle denominazioni DOP e IGP, la Confederazione Svizzera ha in cantiere un progetto per la protezione della croce svizzera e della denominazione prodotto svizzero.
Per i prodotti industriali il 60% dei costi di produzione del prodotto, devono essere realizzati in Svizzera e oltre a questo il luogo in cui si svolge l'attività che conferisce le caratteristiche essenziali del prodotto, devono trovarsi in Svizzera.
Per quanto riguarda i prodotti agricoli, invece, è stato definito un livello più alto. L'80% del peso delle materie prime che compongono le derrate alimentari devono avere una provenienza svizzera. Anche qui la trasformazione deve avvenire in Svizzera.
Se sono rispettati questi criteri il prodotto può fregiarsi sia della croce svizzera, come simbolo di qualità riconosciuto o del fatto che si possa indicare come prodotto agricolo svizzero.

Come vi difendete nei confronti dell’estero?
Qua purtroppo a differenza di altri ambiti DOP e IGP dove vi sono accordi bilaterali che permettono la reciproca protezione, la difficoltà come in tutti i paesi è la territorialità della legislazione, quindi la validità di queste regole solo sul rispettivo suolo nazionale.
Per l'estero una grande collaborazione dovrà venire dall'industria privata, che con propri marchi dovrà profilarsi al meglio su quei mercati difendendo il prodotto svizzero e facendo riconoscere la differenza tra prodotto svizzero e quello che contraffatto.

2015, anno dell’EXPO. Come ci arriva la Svizzera?
La Svizzera è forse uno dei primi paesi, se non l'unico, che si sta avvicinando a tappe a Milano 2015 con una manifestazione itinerante, che ha fatto tappa a Milano, Roma e alla fine di ottobre sarà a Torino, per presentare da un lato le sue peculiarità, le sue caratteristiche non solo agricole, ma anche industriali, culturali.
A Roma ad esempio è stata una settimana dove si è parlato molto di sostenibilità, si è parlato del made in Svizzera e del made in Italy, della food security, quindi di come si riuscirà o si dovrà arrivare a nutrire la popolazione mondiale sapendo che circa 800 milioni di persone soffrono fame o la malnutrizione.

 
 
 
 
 
 

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