Escursionismo a impatto zero, è possibile?

Anche se può sembrare un’attività a impatto zero sull’ambiente, se praticato in maniera poco attenta, può causare problemi. Ecco alcuni consigli per un escursionismo responsabile

Il viaggiatore inglese William Brockedon, lo definisce come “un vagabondare con calma, senza affanno, affrontando fatiche e disagi alla ricerca di ambienti genuini e incontaminati, di bellezze naturali, di sensazioni profonde”. E infatti la lentezza, la tranquillità, l’ascolto attento dei suoni della natura sono proprio gli elementi caratterizzanti dell’escursionismo, considerato uno dei modi migliori per conoscere e apprezzare la montagna e la natura in generale e per riscoprire un nuovo rapporto con lei. Anche se ad una prima impressione può sembrare un’attività a impatto zero sull’ambiente, anche l’escursionismo, se praticato in maniera poco attenta, può causare problemi. Come spiega il Cai “la presenza umana, soprattutto in un numero elevato di soggetti, può generare, infatti, situazioni di stress negli animali.”

Non solo: uscendo fuori da quelli che sono i normali percorsi, andiamo ad arrecare danni alla vegetazione locale. Altro problema è quello dei rifiuti: capisca, purtroppo, che alcuni escursionisti “poco attenti” lascino, durante il loro percorso cartacce, boccette di plastica, avanzi di cibo ecc, deturpando un ambiente incontaminato.
Con piccoli e semplici accorgimenti è possibile però realizzare un escursionismo a impatto zero. Informarsi è il primo passo da fare: prima di affrontare un escursione è buona norma informarsi sul luogo dove si decide da andare, sul percorso, sul tipo di vegetazione e di fauna che lo caratterizza; se possibile, farsi accompagnare da una guida turistica che spiegherà il territorio, la sua biodiversità e come comportarsi per rispettarla.

Uno degli aspetti più delicati è l’osservazione degli animali.

“L’avvistamento degli animali non è un evento così diffuso, spiega Marco Antonelli, naturalista e accompagnatore turistico nel Parco Nazionale d’Abruzzo ai microfoni di radio LatteMiele nel corso del programma VIP - Very Important Planet, realizzato in collaborazione con Earth Day Italia. “Quando accade bisogna sempre tenere quello che io definisco un “comportamento etico”: osservare mantenendosi a debita distanza, in silenzio. Per chi è appassionato, si possono anche scattare delle foto, ovviamente sempre senza avvicinarsi”.

Mai cercare di avvinarli ma osservarli da una certa distanza, quindi. Soprattutto mai dargli da mangiare il nostro cibo.
Mantenersi poi sul percorso segnalato, è l’altro aspetto. Oltre che per una nostra maggiore sicurezza, In questo modo non andiamo ad impattare sulla vegetazione locale e soprattutto non arrechiamo ulteriore stress agli animali.

Camminiamo a passo leggero, senza fare troppo rumore e soprattutto parlando con un tono di voce basso. Le nostra urla infatti potrebbero spaventare gli animali.
Ricordiamoci, inoltre, di non gettare i nostri rifiuti. Mettiamo nel nostro zainetto una busta dove raccoglieremo tutto ciò che poi butteremo una volta conclusa l’escursione.

Se nelle aree protette è severamente vietato raccogliere fiori, anche in contesti diversi da queste sarebbe buona norma evitare di raccoglierli. Gli elementi della natura e del paesaggio, infatti, hanno una loro funzione nel luogo in cui vivono. Sono necessari all'ambiente naturale e al mantenimento dell’habitat.

Insomma un comportamento attento e rispettoso è possibile. In questo modo, non solo manteniamo integro l'ambiente, ma riusciamo anche a ricreare un nuovo rapporto con la natura.