Turismo invernale: si punta alla sostenibilità

Ministero dell'ambiente, CONI e amministratori locali firmano la Carta di Cortina per la sostenibilità di impianti e servizi turistici dolomitici, in vista dei mondiali di sci del 2021.

Ieri il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti ha firmato la "Carta di Cortina", un elenco di punti programmatici per "garantire la sostenibilità, la sicurezza e la qualità degli sport invernali" nel territorio della "Regina delle Dolomiti". Da quelle altezze si sta guardando lontano: ai mondiali di sci alpino del 2021, per i quali Cortina è candidata unica e attende solo l'assegnazione ufficiale nel prossimo mese di giugno.

A quella data saranno passati quasi 90 anni dall'ultima volta che il comune veneto ha ospitato la kermesse iridata dello sport invernale più praticato nel nostro paese: l'ultima edizione ampezzana risale infatti al 1932; ne fu anche organizzata una "di guerra" nel 1941, ma la Federazione Internazionale di Sci non la riconosce. A Cortina, in realtà, si svolsero le olimpiadi invernali del '56, valevoli anche come campionato del mondo. Sono comunque passati 60 anni da quella data e ovviamente molto è cambiato nei problemi organizzativi legati a sicurezza e tutela dell'ambiente: non ultimo, nel 2009, l'Unesco ha dichiarato le Dolomiti patrimonio dell'umanità per la bellezza e la valenza geologica. La responsabilità di non intaccare tale patrimonio è grande, e le esigenze di un tale eventosportivo internazionale potrebbe minare questo principio.
La Carta di Cortina è anche figlia di decisioni e politiche internazionali di maggior respiro: nel documento ufficiale firmato ieri, si fa esplicito riferimento alla risoluzione 68/217 dell'Onu, in materia di sviluppo sostenibile delle montagne del dicembre 2013; al programma UNESCO "World Heritage and Sustainable Tourism"; ovviamente all'Accordo di Parigi approvato dalla COP21 lo scorso dicembre; e a una serie di altre convenzioni a livello europeo e internazionale concordate negli ultimi anni.
I co-firmatari della Carta di Cortina sono meno altisonanti di quelli di Parigi, ma più coinvolti dalla "questione dolomitica"; oltre al ministro Galletti hanno sottoscritto il documento: il sindaco di Cortina d’Ampezzo Andrea Franceschi; l’assessore regionale al Territorio Cristiano Corazzari; il presidente della Federazione Italiana Sport Invernali Flavio Roda; il presidente del CONI Giovanni Malagò, ed altri rappresentanti istituzionali e di operatori del settore.
Nei 12 punti dell'accordo (qui il testo ufficiale), in sostanza, i firmatari si impegnano a considerare la sostenibilità ambientale come elemento cruciale per progetti, sviluppi e socialità del territorio di Cortina. Ovviamente, poiché tra di essi figurano un ministro, un presidente del CONI e vari rappresentanti di associazioni nazionali, l'evento lascia presagire ripercussioni anche in altre località dell'arco alpino italiano. Alcuni punti hanno chiaramente un valore generale: stabilire una definizione "chiara, comune e ufficiale" di sport invernali sostenibili (punto 3), decidendo anche gli standard per gli indicatori che qualificheranno gli impianti più o meno sostenibili; "prestare attenzione" a che i diversamente abili abbiano accesso alle pratiche sportive (punto 2); studiare e attuare programmi e campagne nazionali di promozione degli sport invernali, informando al contempo sulle pratiche di sostenibilità legate ad essi (punto 7); promuovere l'innovazione tecnologica dell'impiantistica quando questa porti alla riduzione dell'impatto ambientale (punto 11); puntare sull'educazione allo sviluppo sostenibile nelle scuole (punto 10); definire regolamenti, incentivi e facilitazioni per i privati che lavorano nel settore (gestori di impianti, albergatori, fornitori di attrezzature sportive, ristoratori ecc.) affinché scelgano "modelli di consumo" sostenibili (punto 6).
Altri punti dell'accordo riguardano lo specifico locale: i rappresentanti di amministrazioni ed enti del territorio dolomitico hanno ottenuto un processo partecipativo aperto alle loro comunità per individuare criticità e soluzioni della convivenza ambiente/economia turistica (punto 4); inoltre si è stabilito di introdurre degli obiettivi di sostenibilità, in base ad esempi di buone pratiche già esistenti all'estero, da raggiungere coinvolgendo le comunità locali (punti 8 e 9).
Nelle premesse dell'accordo ci sono alcuni dati statistici che sottolineano quanto l'ambiente montano, in altri tempi visto come remoto, ostile e improduttivo, risulti invece fondamentale per le attività umane: sulle alpi vivono 14 milioni di personema sono circa 120 milioni coloro che le visitano ogni anno, attirati dalla storia e dalle tradizioni delle comunità, dalle stazioni per gli sport invernali, ma soprattutto dalla bellezza dei paesaggi naturali che, dunque, è bene tutelare. 
Purtroppo vanno ricordati anche numeri negativi, come quelli relativi alla sofferenza diffusa nelle comunità montane, soprattutto nei paesi in via di sviluppo. Lo abbiamo fatto in occasione della Giornata Mondiale della Montagna, lo scorso dicembre, pubblicando la sintesi di un rapporto della FAO su questa fragilità che, in Italia, si manifesta con l'abbandono dei territori e la difficoltà a usufruire di servizi (leggi qui l'articolo).
La Carta di Cortina, se da una parte cita esplicitamente l'importanza per l'economia locale del turismo legato agli sport invernali, dall'altra lancia il monito delle conseguenze di un reiterato sfruttamento eccessivo delle risorse naturali: gli scenari del mutamento climatico in atto prevedono un generale innalzamento delle temperature che, nella nostra regione geografica, si manifesterà con estati meno piovose e inverni con meno neve; condizioni che, in montagna si verificheranno più che altrove, con ovvie conseguenze sull'economia turistica cui si accennava.
La carta è dunque un primo passo: una dichiarazione di intenti che, ovviamente, non stabilisce ancora criteri e parametri di quel turismo sostenibile che, ormai, risulta imprescindibile per la tutela dell'ambiente, soprattutto montano. "Comincia un percorso comune importante verso i Mondiali del 2021 - ha dichiarato ieri il ministro Galletti - ma che va oltre quel traguardo, perché vuole portare Cortina ad essere un'eccellenza in campo ambientale. Nella Carta abbiamo identificato 12 punti forti per vincere la sfida del turismo ambientale [...] La sfida è alta: non solo Regina delle Dolomiti, Cortina deve essere anche Regina della Sostenibilità."