Una regata che parla di sostenibilità

Una chiacchierata con Stefano Bernardini presidente dell’associazione sportiva dilettantistica Sunrise1

Solo materiali rigorosamente riciclati. È questa la regola principale della Re Boat Race, la regata sostenibile che si è svolta al laghetto dell’Eur a Roma con barche fatte esclusivamente con materiale di recupero. Ci ha parlato di questo particolare evento Stefano Bernardini presidente dell’associazione sportiva dilettantistica Sunrise1, che ha risposto alle domande di Earth Day Italia intervenendo su A Conti Fatti, rubrica trasmessa dalle frequenze di Radio Vaticana Italia

Bernardini, come è nata l’idea di questa particolare regata?
Nel 2010, si sono festeggiati i 15 anni di una storica maratona del mare, una delle regate più importanti del litorale di Roma: la Cento Vele. Gli organizzatori ci hanno chiesto di organizzare per questo evento qualcosa di innovativo, che caratterizzasse questa storica regata. Siccome l'attenzione all'ambiente è un elemento importante per chi fa vela, allora abbiamo pensato di parlare di rispetto ambientale. Ci siamo divertiti a progettare e realizzare, nel villaggio davanti allo splendido pontile di Ostia Lido, delle imbarcazioni costruite con materiale di recupero. In pochi giorni sono state costruite sei imbarcazioni, che si sono poi sfidate sul mare di Ostia.
 
Re boat race è, quindi, un progetto con cui si cerca di sensibilizzare sui temi del recupero, riciclo ed energia rinnovabile. Perché il nesso proprio con lo sport?
Ci siamo posti un obiettivo: continuare a diffondere, proprio attraverso il gioco, lo sport e l'intrattenimento, che sono in qualche modo di veloce comprensione, il tema del riciclo. Abbiamo voluto tentare proprio con lo sport, in particolare tra i giovani, di diffondere e parlare dei temi del recupero, riuso e riciclo e di sensibilizzare nei confronti delle fonti di energia pulita e rinnovabile e alla conoscenza dei concetti di smart city e di sviluppo sostenibile. Naturalmente con l'obiettivo di migliorare la qualità della vita dei giovani d'oggi, che saranno poi gli adulti di domani. Lo sport, e soprattutto lo sport an plain air, ti consente di vivere a contatto con l'ambiente, di respirare e ascoltare il pianeta. Anche negli sport dove si utilizzano appendici, come nella vela, nella canoa, nel canottaggio, si può dimostrare che tutelare l'ambiente si può e si deve. Proprio attraverso il recupero, il riuso, il riciclo, si producono tantissime imbarcazioni, ma è possibile realizzare anche le tavole da surf, esempio tipico di sport a energia pulita.
 
Ci può descrivere l’imbarcazione più stravagante che ha gareggiato?
In questa ultima Re Boat Race che si è svolta a settembre, al di là della stravaganza, c’erano molte imbarcazioni interessanti e molto belle. Ma belle non solo dal punto di vista puramente estetico, ma soprattutto per i concetti che volevano esprimere. Un’esempio: la Jessica Angel, realizzata esclusivamente con cartone riciclato su cui era stato piazzato un flatting particolare che l'ha resa galleggiabile.
 
In che modo, secondo lei, lo sport può aiutare l’ambiente?
 Attraverso l'aspetto ludico e socializzante dello sport si possono lanciare messaggi significativi e credo anche senza retorica. Lo sport è preparazione, azione, coinvolgimento, passione, sfida e raggiungimento di risultati. È proprio quello che ci vuole, secondo noi, quando si parla di sostenibilità. Le chiacchiere stanno a zero, cioè a rifiuti zero. Noi invece di rifiuti ne produciamo tantissimi. Bisogna cambiare questo percorso: a fine agosto c'è stato l'Overshoot day, cioè il giorno in cui l'umanità ha finito di consumare le risorse naturali che erano a disposizione fino al prossimo dicembre 2014. Nei prossimi mesi, quindi, ci indebiteremo con il nostro pianeta sottraendo beni al futuro delle generazioni che verranno: piante, suolo fertile, aria pulita. Il pianeta non è più in grado di ricostruire le risorse e di assorbire i rifiuti e il deficit sta crescendo. Vogliamo far toccare ai grandi e ai piccoli che da oggetti considerati rifiuti, recuperandoli, riusandoli, riciclandoli, si può costruire qualsiasi altro oggetto.