28 Gennaio 2015
Stefania Galli
TERRITORIO
28 Gennaio 2015
Stefania Galli

Ambiente quasi dimenticato, Istat: scende la spesa delle amministrazioni regionali

Secondo l'Istituto di statistica la spesa erogata nel 2012 risulta inferiore sia a quella del 2011 che a quella del 2010. In controtendenza il Mezzogiorno dove si registra un lieve aumento

Dalla rubrica Smart City realizzata in collaborazione con ToDay.it

Poco meno di quattro milioni di euro. È questa la spesa ambientale erogata complessivamente dalle amministrazioni regionali italiane nel 2012. Si tratta di 64,2 euro per abitante, con un’incidenza sul Pil dello 0,23%. Ad affermarlo l’Istat nel suo rapporto “La spesa ambientale delle amministrazioni regionali”.

Ma cosa vuol dire spesa ambientale? Come viene definito dalla normativa europea, con questo termine s'intende il costo degli interventi intrapresi al fine di prevenire, ridurre o riparare danni all’ambiente derivanti dalle attività dell’uomo. I costi in questione includono: lo smaltimento dei rifiuti e le misure intese a prevenirne la formazione; la protezione del suolo, delle acque superficiali e sotterranee; la protezione dell’aria e del clima dell’inquinamento; la riduzione dell’inquinamento acustico; la tutela della biodiversità.

Colpa anche dell’attuale crisi economica, i dati trapelati dal rapporto non sono positivi: la spesa erogata nel 2012 risulta, infatti, inferiore sia alla spesa erogata nel 2011 (4.139 milioni di euro) sia a quella del 2010 (4.394 milioni di euro). Il calo evidenziato dall’Istituto di statistica è evidente su tutto il territorio nazionale e in particolare nel Nord-ovest dove si registra un - 22,8%. Nel Centro si evidenzia un -17,3% mentre ne Nord-est i dati parlano di un-14,9%, a fronte di un lieve aumento della spesa nel Mezzogiorno (+0,6%). Le Regioni più virtuose sono l’Umbria e Campania che fanno registrare nel 2012 una spesa in aumento sia rispetto al 2011 (+51,4% e +49% rispettivamente), sia rispetto al 2010 (+31,4% e +8,9% rispettivamente).

Nel dettaglio come vengono spesi i soldi. Nel 2012, afferma sempre l’Istat, “2.491 milioni di euro (65% della spesa ambientale totale), sono destinati ad interventi di “protezione dell’ambiente” finalizzati, quindi, a salvaguardare l’ambiente da fenomeni di inquinamento (emissioni atmosferiche, inquinamento del suolo,..) e degrado (perdita di biodiversità, erosione del suolo,..). Gli altri 1.334 milioni di euro (35% del totale) sono destinati ad interventi di “uso e gestione delle risorse naturali” per la salvaguardia dell’ambiente da fenomeni di esaurimento dello stock di risorse naturali (foreste, risorse energetiche, risorse idriche, eccetera)”. I settori ambientali nei quali si registrano le spese più elevate sono quelli della protezione e risanamento del suolo, delle acque del sottosuolo e di superficie (20,9% del totale), dell’uso e gestione delle risorse idriche (16,1%), della protezione della biodiversità e del paesaggio (15,2%) e della gestione delle acque reflue (14,4%). A livello territoriale ovviamente ogni caso è a sé in quanto in base alla conformazione del territorio e alle sue esigenze si possono fare scelte di spesa ambientale per un determinato settore piuttosto che un altro. La contrazione della spesa ambientale si rispecchia poi su quasi tutti i settori. Diminuzioni più forti riguardano i settori della ricerca e sviluppo per la protezione dell’ambiente (-39,4%), uso e gestione della flora e fauna selvatiche (-30,5%), protezione dell’aria e del clima (-25,6%), ricerca e sviluppo per l’uso e la gestione delle risorse naturali (-24,6%), uso e gestione delle materie prime non energetiche (-19,5%), gestione dei rifiuti (-15%) e protezione della biodiversità e del paesaggio (-11,6%).

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