13 Febbraio 2018
Fabrizio Cavallina
TERRITORIO
13 Febbraio 2018
Fabrizio Cavallina

Chiude la stagione della caccia. Vittime in aumento: più che raddoppiate le morti accidentali.

In 5 mesi di apertura della caccia 90 vittime accertate in "ambito venatorio"; 22 i morti (+13 rispetto al 2016/2017). Tra questi anche 2 civili estranei alle attività di caccia. I dati del dossier dell'Associazione Vittime della Caccia.

Si è conclusa in questi giorni la stagione della caccia 2017/2018. Anche quest’anno con conseguenze molto gravi, non solo per quanto riguarda la fauna: sono state 90 le persone colpite da proiettili in "ambito venatorio", cioè riguardante prettamente le azioni di caccia durante le uscite dei cacciatori. Per 22 di questi, gli incidenti si sono rivelati fatali. Lo rivela l’Associazione Vittime della caccia, attraverso un dossier in cui sono state raccolte tutte le notizie uscite sulla stampa durante la stagione venatoria, per fornire un quadro generale del fenomeno in Italia. La stagione è iniziata il 17 settembre scorso (con pre-aperture in 16 regioni, nonostante le raccomandazioni dell’Ispra a causa di siccità e incendi) e si è conclusa il 31 gennaio, con alcune proroghe (ad esempio nel Lazio è terminata solo il 10 febbraio). Le giornate fruibili da ogni cacciatore sono state effettivamente 64: ogni cacciatore, infatti, può scegliere 3 giornate a settimana sulle 5 disponibili (sono esclusi i martedì e i venerdì). In totale, da settembre a gennaio, ci sono stati 98 giorni fruibili nel calendario.

Durante questo periodo tra i cacciatori ci sono stati 59 feriti e 20 morti a seguito di colpi sbagliati. Numeri impressionanti che purtroppo non si limitano ai cacciatori stessi. In un altro conto figurano anche vittime indifese, "colpevoli" di essersi trovate nel posto sbagliato al momento sbagliato. Tanti, infatti, anche i civili colpiti durante le attività di caccia: in totale sono 11. Incidenti che potevano rivelarsi fatali addirittura per due minori, fortunatamente sopravvissuti: il 19 settembre, a ridosso dell’apertura della stagione, a San Varano, in Emilia-Romagna, è stata ferita una bambina di 12 anni nel giardino di casa; il 15 gennaio, invece, a Tavernole sul Mella in Lombardia, è stato impallinato alla gamba un 17enne mentre si trovava in un capanno con due cacciatori. Tra questi 11 colpiti, i morti sono due. Per un uomo di 59 anni, l’ottobre scorso, in provincia di Savona, si è rivelata fatale un’uscita nel bosco: è stato colpito a morte da un cacciatore mentre raccoglieva funghi e castagne, sotto gli occhi della compagna. L’Associazione Vittime della Caccia riporta anche i significativi costi sociali del fenomeno: in questa stagione in 27 casi è stato necessario l’intervento dell’elisoccorso per il recupero di cacciatori feriti o deceduti. Spesso in zone impervie e inaccessibili.

La regione in cui si sono verificati più incidenti è stato il Lazio, con 13 persone colpite (tra cui 2 cacciatori morti). Seguono la confinante Toscana (11 incidenti) e l’Emilia-Romagna (10). Numeri in preoccupante crescita rispetto all’anno passato: secondo le statistiche fornite dall’associazione: nella stagione precedente, in ambito venatorio, gli incidenti registrati erano stati 68, contro i 90 di quest’ultima (+32%). Tra l’altro, nella stagione 2016/2017 nessun civile era stato ucciso mentre i cacciatori deceduti erano stati 9, rispetto ai 20 di quest’anno (+122%). Il dossier riporta anche 25 casi in cui figurano come vittime degli animali domestici, oltre a episodi di bracconaggio relativi a specie protette come lupi, rapaci e orsi.

 
 

Earth Day Srl. Copyright © 2014 - All rights reserved.
Registrazione Tribunale di Roma N.247 del 11/11/2014