22 Maggio 2018
Dario Caputo
TERRITORIO
22 Maggio 2018
Dario Caputo

Festival dello Sviluppo Sostenibile. Troppo poco tempo per realizzare gli obiettivi dell’Agenda 2030

Partito oggi, all’Auditorium del MAXXI di Roma, la seconda edizione del Festival dello Sviluppo Sostenibile, incentrato sui 17 obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu. Due gli hashtag ufficiali: #2030whatareUdoing e #FestivalSviluppoSostenibile

Oggi, a Roma, con un convegno dal titolo “Italia 2030. Innovare, riqualificare, investire, trasformare: dieci anni per realizzare un’Italia sostenibile”,  si sono aperte le danze della seconda edizione del Festival italiano dello Sviluppo Sostenibile organizzato dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile: 17 giorni, così come sono 17 gli obiettivi dell’Agenda Onu, durante i quali si terranno oltre 600 eventi tra convegni, seminari, workshop, mostre, spettacoli, presentazioni di libri e manifestazioni di valorizzazione del territorio per richiamare l’attenzione sia sugli Obiettivi di sviluppo sostenibile, sia su dimensioni trasversali che caratterizzano l’Agenda 2030 e che coinvolgeranno il mondo dell’economia, dell’impegno sociale, della cultura, dell’arte, dello spettacolo e dello sport.  Proprio l’Agenda 2030 dell’Onu e i suoi 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile saranno le due anime caratterizzanti dell’intera kermesse; sono rimasti infatti solo 12 gli anni per realizzare gli impegni internazionali che il nostro Paese ha sottoscritto nel 2015. Per questo il Parlamento appena eletto deve impegnarsi per una legislatura per lo sviluppo sostenibile, così come le istituzioni, le imprese e la finanza devono, insieme alla società civile, trasformarsi in convinti e instancabili motori dello sviluppo sostenibile.

Un lasso di tempo che preoccupa non poco come ha sottolineato anche il portavoce dell’ASviS, Enrico Giovannini: “L’Italia difficilmente raggiungerà gli obiettivi di sviluppo sostenibile entro i termini concordati, a meno di un’azione urgente e determinata che orienti in questa direzione tutte le risorse disponibili, pubbliche e private. La società civile ha capito la centralità di questa sfida, come dimostra l’enorme mobilitazione realizzata in occasione del Festival che si apre oggi. Oltre 600 eventi in tutta Italia, il triplo rispetto allo scorso anno, dimostrano che c’è una grande porzione del Paese che è pienamente consapevole della necessità del cambiamento: lo sanno le imprese e i sindacati, lo sanno i consumatori e i produttori, lo sa il sistema formativo, lo sanno le organizzazioni che spesso sostituiscono i soggetti pubblici nella cura delle persone e dei territori”.

Secondo Pierluigi Stefanini, presidente dell’associazione organizzatrice del Festival, per rendere gli obiettivi non solo un’utopia servirà un decennio di profonda e persistente innovazione economica, istituzionale e sociale oltre che una vasta riqualificazione delle infrastrutture materiali e immateriali.

ASviS considera vitale la realizzazione di tutti quei progetti che sono stati avanzati dalla maggior parte delle forze politiche in campagna elettorale come ad esempio l’inserimento all’interno della nostra Costituzione del principio dello sviluppo sostenibile o la trasformazione del Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) in Comitato interministeriale per lo sviluppo sostenibile. “Solo così -  secondo Giovannini - si può garantire che gli investimenti pubblici e privati, sia materiali sia immateriali, siano orientati nella direzione auspicata, riqualificando il patrimonio esistente e investendo in nuove infrastrutture sostenibili, migliorando il capitale naturale e il capitale umano, soprattutto a favore delle aree territoriali e dei gruppi sociali più deboli, così da migliorare il benessere dei cittadini e ridurre le tante disuguaglianze di cui soffre l’Italia”.

 
 

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