22 Dicembre 2017
Fabrizio Cavallina
TERRITORIO
22 Dicembre 2017
Fabrizio Cavallina

I trend della nuova migrazione

Quali sono le tendenze che influenzano le persone a migrare? Violazione dei diritti umani, guerre e tecnologia. 25,3 milioni di persone ogni anno migrano a causa dei cambiamenti climatici 

Circa 244 milioni di persone vivono al di fuori dei loro paesi di origine: il 3% della popolazione globale. Nonostante i processi di migrazione siano sempre mutati nel corso degli anni, è inedita rispetto al passato la maniera in cui quest’ultimi stanno interagendo con i progressi socio-economici, demografici e tecnologici. Nel rapporto “10 Trends Shaping Migration”, redatto dall’European Political Strategy Centre, vengono elencate le moderne tendenze che caratterizzano le migrazioni e le politiche affrontate dai paesi ospitanti. Un quadro generale per comprendere appieno un fenomeno di portata non trascurabile: il 16% degli adulti nel mondo, infatti, se ne avesse la possibilità si trasferirebbe in un altro paese.

I cambiamenti climatici, ad esempio, stanno rimodellando la mappa delle aree vivibili in tutto il mondo con conseguenze gravissime per le popolazioni: innalzamento del livello del mare, aumento della temperatura, instabilità delle precipitazioni che rendono più probabili sia siccità che inondazioni. Dal 2008 al 2016 i disastri ambientali hanno provocato la migrazione di 25,3 milioni di persone ogni anno. In totale, gli sfollati interni costretti a fuggire dalla proprie case sono stati 196 milioni, a causa di uragani, colate di fango, incendi boschivi e alluvioni.
Il report segnala come sia aumentato negli ultimi 10 anni anche il numero di persone sfollate a seguito di conflitti armati e violazioni dei diritti umani; il numero è aumentato da 28,8 milioni di persone nel 2012 a 40,3 milioni nel 2016. La maggior parte dei flussi migratori si conclude negli stessi paesi di provenienza, ma non solo. Dal 2012 – fa sapere L’alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) – il numero di rifugiati censiti è passato da 10,5 milioni a 17,2 milioni di soggetti; il 75% dell’incremento è dovuto alla guerra in Siria.

Un altro fattore che stimola e influenza le migrazioni nient’altro è che la tecnologia. Le piattaforme dei social network, per citare uno fra i tanti mezzi d’informazioni disponibili, aprono flussi di informazioni non disponibili fino a poche decine di anni fa. “La connessione digitale – si legge nello studio condotto dall’European Political Strategy Centre – non solo espone i migranti a modelli di vita alternativi, ma offre anche possibilità di ricercare migliori opzioni e destinazioni per migrare”. La geo-localizzazione dei telefoni cellulari è fondamentale per le persone durante i viaggi, tanto da sfatare il mito dei “migranti che arrivano con gli iPhone”: alcuni migranti spendono fino ad un terzo della loro intera disponibilità economica soltanto per procurarsi dei telefoni cellulari. Allo stesso tempo, la digitalizzazione ha contribuito a far crescere un’industria di immigrazione irregolare, con reti di contrabbando che pubblicizzano le tratte e dipingono attraverso l’uso di immagini positive viaggi ad alto rischio. Si stima che le reti criminali abbiano realizzato un fatturato calcolabile tra i 4 e i 6 miliardi di euro nel solo 2015, aiutando i migranti in maniera irregolare a raggiungere l’Europa. 

Altro trend da tenere in seria considerazione è il fenomeno dell’urbanizzazione: oggi il 54% delle persone vive in aree urbane e la stima indica che la quota si alzerà al 66% entro il 2050. Un migrante su cinque, vive in una delle 20 città più grandi del mondo. I beni e i servizi finanziati pubblicamente, come alloggi a prezzi accessibili, istruzione, servizi sociali e assistenza sanitaria, sono già sotto pressione – specialmente dopo la crisi finanziaria – perciò le richieste aggiuntive di migranti e rifugiati necessitano di riflessioni e piani straordinari. L’immigrazione, tra l’altro, è salita nelle maggiori preoccupazioni dei cittadini europei dal 2014; il picco nel 2015, quando il 58% degli europei ha affermato come i migranti fossero la questione più urgente per l’Unione. Nel 2016, solamente il terrorismo è riuscito a superare l’immigrazione nelle preoccupazioni degli europei. In media, rileva lo studio, le persone sopravvalutano le dimensioni delle popolazioni di immigrati che vivono nei loro paesi; spesso con un margine ampio. Perché? I timori sono amplificati da percezioni errate riguardo a fatti non reali.  

 
 

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