30 Novembre 2017
Fabrizio Cavallina
TERRITORIO
30 Novembre 2017
Fabrizio Cavallina

Il clima non può aspettare. Le proposte di Legambiente per la Legge di Bilancio 2018

Legambiente ha diramato 10 proposte al Governo per la Legge di Bilancio 2018: un decalogo di interventi che dovrebbero produrre quasi un miliardo di euro d’investimenti, tra innovazione, riqualificazione ambientale e green jobs

Il clima non può aspettare, perciò Legambiente ha diramato 10 proposte al Governo per la Legge di Bilancio 2018: un decalogo di interventi che dovrebbero produrre quasi 1 miliardo di euro d’investimenti, tra innovazione, riqualificazione ambientale e green jobs. In Italia, infatti, gli effetti del cambiamento climatico hanno già sortito conseguenze molto gravi; dal 2010 sono stati 250 gli eventi che hanno provocato danni rilevanti nei territori, con la morte di 250 persone e l’evacuazione di oltre 40mila. Appare necessaria, dunque, su questo fronte, una svolta delle politiche che indirizzino il paese verso una visione di futuro diversa, riqualificando le città nella lotta ai cambiamenti climatici e ripensando l’economia.

Nella Legge di Stabilità appena approvata (ora in Senato) vi sono, a detta di Legambiente, “alcuni provvedimenti positivi”, ma “ancora una volta – si legge in un comunicato stampa – si rinvia il cambiamento che la dimensione dei problemi climatici e di inquinamento delle città meriterebbe”. Legambiente ha messo in fila 10 ambiti di intervento, con proposte “nell’interesse generale oltre che dell’ambiente”. Molti interventi sono a costo zero e altri puntano a generare investimenti spingendo l’innovazione ambientale nel settore dell’energia, dell’edilizia, della mobilità e dei rifiuti, dell’agricoltura e del turismo. Perché “ci sono risorse che oggi vanno alla rendita di pochi” e che possono diventare investimenti per l’intera comunità. Si parla, ad esempio, di far pagare alle rendite delle cave di estrazione il 20% del guadagno finale come nel Regno Unito, mentre oggi in Italia la tassazione è al 2,3% (in alcuni casi gratis); oppure, detrazioni che aiutino a forme di mobilità urbana innovative e l’incentivo ad utilizzare le fonte di energie rinnovabili. Le entrate previste sarebbero strutturali, per cui gli interventi proposti potrebbero essere finanziati in più anni, sostituiti e integrati con altre proposte dal momento che, in linea teorica, aumenterebbero le entrate.
Le 10 proposte di Legambiente per la Legge di Stabilità 2018:

  1. Adattamento ai cambiamenti climatici. Costituire un fondo per i piani dei Comuni, per interventi di manutenzione, riqualificazione e adattamento degli spazi pubblici e di allarme per la messa in sicurezza dei cittadini. Lo stanziamento è pari a 200 milioni l’anno dal 2018 al 2020.
  2. Promozione delle fonti rinnovabili. Consentire lo scambio di energia elettrica prodotta da impianti da fonti rinnovabili e in cogenerazione/microgenerazione ad alto rendimento tra aziende limitrofe attraverso reti private. In questo modo si ridicono i costi per il sistema e si possono spingere investimenti anche nella gestione integrata dell’energia. Un altro tema di grande rilevanza è la sostituzione dei tetti di amianto con impianti fotovoltaici: Legambiente propone una detrazione del 65% da scontare in 5 anni.
  3. Riqualificazione del patrimonio edilizio. In Italia, ad esempio, sono 42mila le scuole poste in aree a rischio sismico e idrogeologico: in questo punto vengono stanziati 80 milioni di euro per le spese di diagnosi sismiche ed energiche degli edifici scolastici, e vengono rese detraibili al 100% le spese di classificazione e verifica sismica degli immobili per gli edifici posti in zone di rischio.
  4. Spinta al riciclo delle costruzioni. In discarica ogni anno vengono portate oltre 30 milioni di tonnellate di rifiuti provenienti dalle demolizioni delle costruzioni. Le direttive europee prevedono un recupero dei materiali inerti del 70% al 2020 mentre in Italia siamo fermi al 10%. In tal senso Legambiente propone di penalizzare lo smaltimento in discarica per spingere il riciclo, introducendo una soglia minima di 50 euro per tonnellata (come in Danimarca) e aumentando l’utilizzo delle ecotasse al 100% (attualmente al 20%) per le politiche green. Inoltre si fissa un canone minimo di concessione alle attività estrattive per restituire trasparenza e legalità al settore.
  5. Repressione all’abusivismo edilizio. Gli edifici abusivi devono essere demoliti ed è necessario intervenire sulle barriere che incontrano gli interventi. Tra le altre direttive, Legambiente propone un fondo per i Comuni per gli interventi di demolizione: 100 milioni l’anno dal 2017 al 2020.
  6. Riduzione dell’Iva sui prodotti a basso impatto ambientale. L’Iva non prevede di differenziare, attraverso la fiscalità dei beni, i prodotti che hanno un più basso impatto ambientale; perciò in questo punto vengono proposte alcune riduzioni per il latte di origine vegetale, la cessione di pellet di legno di filiera territoriale certificata, per gli operatori dei servizi di sharing mobility.
  7. Mobilità urbana. Incentivare la mobilità elettrica: permettere di beneficiare di una detrazione Irpef pari al 19% le spese di acquisto di biciclette e di mezzi elettrici per il trasporto di una persona. In secondo luogo Legambiente propone di modificare le accise sui carburanti in modo proporzionale al contenuto di CO2 emessa al litro, di modo che paghi maggiormente chi inquina di più.
  8. Concessioni di beni comuni. Adeguare i canoni per il prelievo di acque minerali ad almeno 20 Euro per metro cubo (attualmente il canone è di 0,1 centesimi per litro, con questa proposta si passerebbe a 2 centesimi). Adeguare i canoni per le concessioni balneari portando il canone minimo a 10 euro a mq l’anno, per spingere una corretta e trasparente gestione ai sensi delle direttive europee.
  9. Royalties sulle trivellazioni. In Italia l’estrazione di fonti fossili beneficia di sussidi diretti ed indiretti incomprensibili in un Paese impegnato nella lotta ai cambiamenti climatici: per estrarre petrolio e gas le aziende pagano il 10% di royalties per trivellare su terra ferma e il 7% per quelle marine. Legambiente propone di portarle al 20%.
  10. Infrastrutture. Vincolare le risorse del Fondo investimento e sviluppo infrastrutturale, introdotte con la Legge di Bilancio 2017, alle infrastrutture di mobilità sostenibile della città. Inoltre vietare le proroghe delle concessioni autostradali legate a progetti di nuove tratte: in questo modo affidare sempre tramite gara le convenzioni di gestione delle autostrade.   
 
 

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