29 Aprile 2016
Giuliano Giulianini
TERRITORIO
29 Aprile 2016
Giuliano Giulianini

Il territorio come destino

Agricoltori e amministratori a convegno per il futuro dell'agricoltura del Lazio. Rosati (Arsial): "Siamo alle soglie di un crollo dei prezzi del latte". Hausmann (Reg. Lazio): "Abbiamo bisogno della genetica sostenibile".

Il 23 aprile la Casa del Cinema di Villa Borghese ha ospitato un convegno dal titolo "Il Territorio come Destino - L'agricoltura sostenibile per la Regione Lazio". L'incontro, organizzato a margine del Villaggio per la Terra da Earth Day Italia Onlus e CIA - Confederazione Italiana Agricoltori, ha riunito diverse voci autorevoli del mondo dell'agricoltura laziale, a partire dall'assessore regionale all'Agricoltura, Carlo Hausmann, e dall'amministratore unico dell'ARSIAL - Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l'Innovazione dell'Agricoltura del Lazio, Antonio Rosati.
In apertura dei lavori, Giuseppe Cornacchia, responsabile del Dipartimento Sviluppo Agroalimentare e Territorio della CIA, ha ricordato come il termine "terra" sia ambivalente per definire il nostro pianeta e il suolo fertile che sta alla base dell'economia agricola e, ovviamente, della sussistenza dell'uomo. L'esponente della Confederazione ha sottolineato le due funzioni primarie dell'agricoltura: la prima, scontata, è la produzione di cibo; la seconda, spesso ignorata o dimenticata, è il rendere di nuovo fertile il suolo coltivato, attraverso tecniche conosciute da secoli (come il maggese) ma purtroppo abbandonate nella logica della produzione di massa. "Agricoltura predatoria" è la definizione utilizzata da Cornacchia, che ha ricordato come invece i coltivatori non siano soltanto dei produttori ma anche dei custodi di "storie, paesaggi e culture" legati alla terra. Nel ricordare la legge sul consumo di suolo, in agenda al nostro Parlamento, il relatore ha concluso con il monito che quando si parla di agricoltura "biologica" non bisogna intendere un ritorno "indietro" a tecniche del passato, ma un progresso verso un'agricoltura più sostenibile.
Il concetto è stato ripreso anche dall'assessore all'Agricoltura, Caccia e Pesca del Lazio: "Bisogna ripartire dal dare assistenza tecnica agli agricoltori e dalla ricostruzione del mercato" ha dichiarato Carlo Hausmann in riferimento al Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020; specificando poi: "Abbiamo bisogno di genetica sostenibile per i vecchi e nuovi agricoltori". L'intervento del rappresentante del governo regionale è stato particolarmente incentrato sulla concretezza delle azioni da intraprendere per rilanciare l'economia rurale del territorio: dopo un invito a politici e consumatori a filtrare e valutare la massa di informazioni, spesso errate o allarmistiche, che da ogni parte offrono consigli o diktat in materia di cibo e agricoltura, Hausmann ha lanciato l'allarme sul consumo inesorabile del suolo fertile, definito "patrimonio dell'umanità", che noi stiamo metaforicamente bruciando. Un suolo che dovrebbe servire anche da filtro per le acque meteoriche, altra risorsa che in futuro sarà sempre più scarsa, a causa della prevista, crescente durata della stagione secca. Tra le "vecchie" tecniche agricole da recuperare, l'Assessore ha citato i laghetti collinari, strutture a "basso costo" dove accumulare l'acqua piovana da riutilizzare in estate. Tornando alla "genetica sostenibile", Hausmann ha auspicato che la ricerca in campo agricolo sia applicabile non solo a multinazionali del settore, ma anche sulla scala ridotta di quei piccoli e medi agricoltori che caratterizzano il tessuto della nostra economia rurale, nazionale e regionale. "Anche i temi etici sono temi sostenibili" ha poi avvertito l'amministratore pubblico, indicando nella trasparenza del mercato, nella lotta alle frodi finanziarie e nella tutela dei diritti dei lavoratori agricoli, i capisaldi di un'agricoltura che si voglia definire sostenibile non solo dal punto di vista ambientale. La chiusura del suo intervento ha riguardato gli ausili potenziali che possono derivare al settore primario da quello terziario: l'agriturismo nel Lazio sarebbe favorito da un territorio rurale relativamente integro e "naturale", dalla presenza di cammini e vie di pellegrinaggio dirette verso Roma da tutta Europa e dalla vicinanza stessa della Capitale. Di fatto però c'è molto da lavorare in questo senso, come ha ammesso lo stesso Hausmann, per coinvolgere ampie masse di escursionisti, turisti e sportivi, e invogliarli a percorrere questi itinerari: ad esempio sviluppando le rete delle ciclovie e favorendo l'apertura di più imprese agrituristiche, come si è fatto già in altre regioni, più avanti in questo settore.
Tra i relatori anche due agricoltori: Giovanni Messina, presidente del Caseificio Bompietro, e Giacomo Lepri, giovane imprenditore della Cooperativa Agricola Co.R.Ag.Gio. Il primo è stato invitato come esempio di imprenditoria rurale che coniuga sostenibilità sociale e ambientale: ha rilevato un'azienda totalmente meccanizzata per la produzione di formaggi nel Parco delle Madonie in Sicilia, e l'ha riportata a tecniche di lavorazione più artigianali, richiamando manodopera qualificata nel borgo agricolo di Bompietro e attirando quel turismo che ricerca nelle campagne delle oasi di qualità gastronomica a contatto con la Natura. Lepri, che opera nella campagna laziale presso Roma, ha invece riferito delle difficoltà per i giovani che lasciano la città per tornare a lavorare la terra, obbligati a districarsi tra burocrazia e autorizzazioni, finanziamenti e sussidi difficili da ottenere o gestire.
Una proposta forte in questo senso è venuta dalla voce di Antonio Rosati, dell'ARSIAL: ricordando con rispetto le riforme agrarie per l'assegnazione delle terre ai contadini del secolo scorso, ha auspicato nuove soluzioni che mantengano la proprietà pubblica; ad esempio la cessione in affitto a lungo termine delle terre demaniali, a patto che gli affittuari mantengano la destinazione agricola. Un intervento iniziato con un presagio di sventura, quello di Rosati: "Il momento economico non aiuta l'agricoltura", che poi ha rincarato la dose dicendo che, se nei settori ovino e caprino gli allevatori si mantengono in linea di galleggiamento, nel settore vaccino: "Siamo alle soglie di un crollo dei prezzi del latte, con possibili sconvolgimenti sociali e ambientali". Lo scenario è quello della concorrenza del latte proveniente da paesi extra UE, principalmente dall'est europeo: produzioni low cost contro cui gli allevatori italiani, legati a standard di qualità e produzione che alzano i costi non possono competere, se abbandonati a se stessi. L'amministratore unico di ARSIAL ha annunciato l'istituzione di un fondo immobiliare dell'agenzia che serva da garanzia per gli investimenti nel settore, concludendo poi lanciando proposte interessanti: come l'istituzione di una "Banca Nazionale della Terra" per gestire il sistema degli affitti descritto in precedenza, e l'affidamento della gestione della Centrale del Latte direttamente ai produttori. Proposte e soluzioni ispirate, secondo il relatore, al "nuovo umanesimo di papa Francesco" il quale, presentatosi a sorpresa nello stesso contesto, il Villaggio per la Terra, il giorno dopo ha parlato della necessità di "cambiare i deserti in foreste" citando quindi la fertilità del suolo come metafora della vita e della solidarietà.

 
 

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