20 Giugno 2014
Samanta La Manna
TERRITORIO
20 Giugno 2014
Samanta La Manna

Ilva, Ronchi: ”Un sub-commissario senza alcun potere di intervento non è più sufficiente“

Così si è espresso l’ex sub commissario del siderurgico tarantino alla presentazione del dossier che analizza cose fatte e quanto c’è ancora da fare

“A metà 2013, quando iniziò il Commissariamento, l’ILVA di Taranto era a rischio di chiusura per incompatibilità ambientale. Con un solo anno di Commissariamento non si poteva certo risolvere una simile crisi, ma oggi la situazione è sostanzialmente migliorata”. Così si è espresso Edo Ronchi , durante la presentazione del Dossier “Il risanamento ambientale dell’ILVA  dopo un anno di commissariamento”, sottolineando che l’ILVA  un’azienda con interventi tutti definiti, progettati e in parte realizzati”, definendo “consistente” la riduzione dei suoi impatti sull’ambiente, “a partire dalla qualità dell’aria nella città di Taranto, rientrata, per tutti i parametri, nella norma”.

Molte prescrizioni ambientali sono state attuate, tutte quelle prescritte sono state avviate, in particolare per le polveri sottilii dati sono fra i migliori delle città italiane,  e  il benzo(a)pirene si è ridotto di 10 volte arrivando a 0,18 nanogrammi/ m3 (l’obiettivo di qualità di legge è 1). Questo è quanto emerge dal dossier, che analizza le cose fatte e quanto c’è ancora da fare e la qualità dell’aria rilevata dall’’ARPA pugliese, presentato da Ronchi.

A un anno dalla nomina a sub-commissario (il mandato è scaduto il 4 giugno 2014) Ronchi, per quel che riguarda il futuro del grande siderurgico tarantino, punta dritto a due conditio sine qua non: "al fine di procedere con interventi e accelerare il processo di risanamento" serve sia "un commissario ambientale con poteri di intervento", sia rendere "effettive" risorse per almeno 800 milioni: una disponibilità finanziaria per il prossimo anno di commissariamento di almeno 550 milioni per il 2014 e di altri 250 milioni fino a giugno 2015, dedicati agli interventi prescritti in materia ambientale.

“Mi sono battuto per un anno – ha concluso Ronchi - con spirito di servizio, per far fronte a innumerevoli difficoltà, in una delle realtà industriali più complesse del Paese, trovata in una crisi profonda. Con la pubblicazione in gazzetta del DPCM con il Piano ambientale, si è entrati in una fase nuova”.

Secondo l'ex sub commissario sarebbe necessaria una "modifica della Legge n°6 (di febbraio 2014, un provvedimento che tratta non solo della Terra dei Fuochi, ma anche di Ilva e di dissesto idrogeologico, ndr), un intervento legislativo per togliere da quel testo che è possibile sbloccare le risorse sequestrate, previa approvazione del Piano industriale”. Questo perché "il Piano industriale è oggetto di trattative con i nuovi soci e la mia opinione è che quel Piano sia poco utile"

 
 

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