30 Ottobre 2017
Dario Caputo
TERRITORIO
30 Ottobre 2017
Dario Caputo

Iraq: Mosul rinasce grazie agli aiuti della Fao

Per venire incontro ai bisogni degli abitanti di Mosul, la Fao ha deciso di attuare una campagna d’emergenza per la salute degli animali, fonte primaria di reddito per quelle aree

La FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura), insieme al Ministero dell’Agricoltura dell’Iraq e anche grazie ai finanziamenti provenienti dall’Iraq Humanitarian Fund, ha realizzato una campagna d'emergenza per salvaguardare la salute di tutti gli animali presenti nell'area irachena di Mosul che è stata da poco sottratta all’occupazione dell'ISIS. Dal 2014, anno in cui l’Isis ha posto sotto assedio la zona centrale e nordoccidentale dell’Iraq, il Governatorato di Ninewa ha subito degli enormi danni: il conflitto ha provocato infatti tantissimi sfollati che sono letteralmente scappati portando con sé gli animali. Questi ultimi però non sono stati vaccinati e la Fao teme che possano essere portatori di malattie epidemiche molto contagiose che possono diffondersi attraverso le frontiere nazionali e internazionali, andando a colpire altre razze di animali ma soprattutto le persone, portando così gravi conseguenze non solo a livello socio-economico ma soprattutto sanitario.
L’obiettivo della campagna quindi è proprio quello di proteggere e valorizzare i beni di circa 210.000 persone che dipendono dall'allevamento del bestiame come fonte di cibo e di reddito nel Governatorato di Ninewa attraverso la vaccinazione di quasi 1 milione di pecore, capre, bovini e bufali e la distribuzione di 1.500 tonnellate di alimenti altamente nutritivi per 60.000 capi di bestiame. Il programma, che rappresenta la prima campagna di salute animale nella zona di Mosul dopo l’arrivo dell’Isis nel 2014, prevede di vaccinare gli animali contro sei malattie: il vaiolo degli ovi caprini, la brucellosi, l’enterotossiemia, il carbonchio sintomatico, la dermatite nodulare contagiosa e l’afta epizootica. Il Rappresentante della Fao in Iraq, Fadel El-Zubi, ha sottolineato tutta la pericolosità del caso e la necessità di intervenire in tempi rapidi: “Se non vengono prese misure immediate, gli effetti sulla produzione zootecnica e sulla sicurezza alimentare potrebbero essere devastanti. Attraverso questa campagna per la salute animale, la FAO mira a contenere e prevenire epidemie di malattie a Ninewa e in tutto l'Iraq ed evitare che queste malattie possano diffondersi in altri paesi della regione".

L’obiettivo dell’iniziativa è anche quello di sensibilizzare gli allevatori sull’importanza di queste vaccinazioni per proteggere il loro bestiame in modo tale da ridurre anche la dipendenza dall’assistenza alimentare esterna; sempre El- Zubi ha infatti dichiarato che l’avere un bestiame sano e produttivo si trasforma di conseguenza in reddito, cibo e sicurezza finanziaria sia per gli agricoltori sia per le loro famiglie. Inoltre si sta lavorando anche per incrementare le capacità veterinarie del personale del Ministero dell’Agricoltura in Iraq, dei partner di attuazione della Fao, dei veterinari e dei lavoratori di salute animale della varie comunità.

La presenza forzata dell’Isis purtroppo ha portato con sé non solo morte ma anche danni irreparabili all’agricoltura con raccolti distrutti, così come attrezzature, colture e riserve alimentari: ben 3,2 milioni di iracheni sono costretti a vivere nell’insicurezza alimentare e nella sola regione di Ninewa, nel solo anno 2017, 2.7 milioni di abitanti potrebbero avere bisogno di assistenza umanitaria. Proprio per far fronte a questa emergenza la Fao ha lanciato un appello per un finanziamento urgente di 74,5 milioni di dollari, con lo scopo di aiutare 1,39 milioni di persone. Il tutto attraverso pacchetti di aiuti che prevedono sia denaro ma anche mezzi di produzione agricola e cash-for-work (denaro in cambio di lavoro), riabilitazione delle infrastrutture agricole danneggiate, vaccinazione e alimentazione del bestiame ed altre attività generatrici di reddito.  

 
 

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