7 Dicembre 2017
Fabrizio Cavallina
TERRITORIO
7 Dicembre 2017
Fabrizio Cavallina

L’inquinamento atmosferico mette a rischio anche i feti

Uno studio dell’Imperial College di Londra rileva il 15% di aumento del rischio di nascere sottopeso ogni 5 microgrammi per metro cubo di PM2,5 nell’aria  

Le conseguenze dell’inquinamento atmosferico nei confronti delle persone sono ormai tristemente note: dai danni arrecati ai polmoni, fino ad esempio agli effetti nocivi sullo sviluppo cognitivo dei piccoli. Un nuovo studio redatto dai ricercatori dell’Imperial College di Londra mette in luce una nuova problematica dimostrando come neanche i bambini ancora nell’utero delle proprie madri si salvino dallo smog e dall’inquinamento delle città. I ricercatori, infatti, hanno trovato un’associazione tra l’esposizione alle polveri sottili emanate dal traffico e il rischio per i neonati di nascere sottopeso. Una condizione che può favorire nei bambini il progredire di problemi respiratori, maggiori possibilità d’infezione, oppure un livello troppo basso di zucchero nel sangue.

Lo studio è stato realizzato proprio a Londra ma può essere esteso anche in altre città di tutto il mondo, per via dello stesso livello di polveri sottili nell’aria. I ricercatori hanno analizzato il peso immediatamente successivo al parto di 540.000 bambini nati tra il 2006 e il 2010, con le madri provenienti approssimativamente dalla zona centrale della capitale inglese; in seguito hanno confrontato le informazioni ricevute con i tassi d’inquinamento degli indirizzi materni. I risultati hanno evidenziato come per ogni 5 microgrammi per metro cubo in più di PM2,5 nell’aria, il rischio di nascere sottopeso aumenti del 15%. Lo standard imposto dalla World Health Organization si attesta attorno ad un limite di 10 microgrammi di metrocubo; tuttavia – come ha affermato al New York Times Mireille B. Toledano, epidemiologo dell’Imperial College di Londra e autore dello studio – non sembrerebbe bastare: “I limiti attuali non proteggono le donne in gravidanza, e non proteggono i bambini ancora non nati. Per ogni riduzione del PM2,5 del 10% – ha affermato – possiamo impedire a 90 bambini a Londra di nascere sottopeso”. La ricerca ha sottolineato un rapporto tra l’inquinamento atmosferico prodotto dal traffico e i danni provocati sui neonati, ma non ha trovato riscontro di un possibile collegamento tra i bambini nati sottopeso e l’inquinamento sonoro.   

 
 

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