14 Maggio 2014
Redazione
TERRITORIO
14 Maggio 2014
Redazione

Legambiente, consumo di suolo: troppo cemento e case abbandonate

Ecco i dati del rapporto “Basta case vuote di carte”, dove è stato analizzato il consumo di suolo nel nostro Paese

Che l’Italia sia invasa dal cemento non è certamente una novità. Lo conferma anche Legambiente che ha reso noto ieri il rapporto “Basta case vuote di carte”, dove è stato analizzato il consumo di suolo nel nostro Paese.

In tre anni abbiamo perso, secondo Ispra, ben 720 chilometri quadrati di suolo per costruire case, strade, autostrade e ferrovie. Con gravi danni all’ambiente, ma non solo. Una vera e propria “epidemia cementificatoria”, afferma Legambiente, che va oltre la crisi di questi ultimi anni. Il tasso di consumo di suolo – si legge nel dossier dell’Associazione del cigno verde– negli anni ’50 era pari al 2,9%, mentre oggi è arrivato al 7,3%. Dei 22mila chilometri quadrati urbanizzati in Italia, il 30% è occupato da edifici e capannoni, il 28% da strade asfaltate e ferrovie. Tra le città con le superfici più cementificate troviamo Napoli e Milano (con oltre il 60%) seguite da Pescara e Torino (oltre il 50%) e poi da Monza, Bergamo, Brescia e Bari con oltre il 40% di superficie impermeabilizzata.

“Senza un serio impegno politico la situazione non cambierà – dichiara il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza. Servono subito provvedimenti specifici per frenare il consumo di suolo e per la riqualificazione del patrimonio edilizio con chiari obiettivi di efficienza energetica e sicurezza anti sismica. Non servono altre case di carta in periferia, insicure e invivibili, ma nuove politiche per ripensare periferie degradate e dismesse con procedure che permettano finalmente di avviare progetti innovativi”.

La parola d’ordine, quindi, deve essere soprattutto riqualificazione: nel nostro Paese ci sono ben 2milioni e 700mila case vuote e abbandonate. Un patrimonio inestimabile che aspetta solo di essere riqualificato. Continua però a risultare impossibile, afferma sempre Legambiente, realizzare ambiziosi progetti in aree degradate o dismesse, o che riguardino condomini, per normative che impediscono o rendono costosi e complicatissimi interventi invece fondamentali. Eppure sono oltre 2milioni e 500mila gli edifici residenziali sui quali sarebbe urgente intervenire.  865mila sono gli edifici residenziali in aree ad alto rischio sismico, per un totale di circa 1,6 milioni di abitazioni, mentre il totale degli edifici residenziali a rischio medio ed alto raggiunge i 4,7 milioni, con punte elevatissime in Sicilia (oltre 1,2 milioni di edifici) ed in Campania (quasi 800 mila edifici). Gli edifici residenziali a rischio frane e alluvioni sono oltre 1,1 milioni (2,8 milioni di abitazioni e 5,8 milioni di persone che ci abitano), in particolare in Campania ed Emilia-Romagna dove si trovano rispettivamente 442 mila e 416 mila abitazioni, per un totale di oltre 300.000 edifici residenziali e 2 milioni di residenti coinvolti.

Per sensibilizzare su questa questione e per comprendere meglio quali luoghi sono maggiormente a rischio, sempre ieri è stato lanciato il portale web stopalconsumodisuolo.crowdmap.com dove sono state raccolte le segnalazioni di oltre 100 aree in pericolo, con informazioni, foto, video e segnalazioni relative al consumo di suolo nel nostro Paese.

 
 

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