10 Settembre 2018
Giuliano Giulianini
TERRITORIO
10 Settembre 2018
Giuliano Giulianini

Lupi di Roma: sei nuovi cuccioli nati liberi nella riserva del litorale

La coppia di lupi che ha ri-colonizzato le campagne intorno alla capitale ha dato vita a una seconda cucciolata. Le prime immagini diffuse dall'Oasi LIPU Castel di Guido mostrano i lupetti nella Riserva Naturale Statale del Litorale Romano.

L'obiettivo della foto-trappola notturna inquadra un angolo di bosco, di notte: cespugli a sinistra, una pozza a destra, un sentiero sul fondo. All'improvviso la scena immobile si anima: irrompono dei cuccioli di lupo a passo di corsa; uno, poi un altro, un terzo e un quarto. Poi, dal sentiero in fondo sbuca un lupo adulto. I piccoli tornano indietro precipitosamente, ma poi si riavvicinano all'adulto saltellando con la spensieratezza dei loro tre mesi, seguiti anche da un quinto fratello.
In realtà i lupetti sono sei, come dimostrano altre immagini (tra cui il fotogramma che qui pubblichiamo, ripreso dal video completo) riprese dalle foto-trappole sistemate in diversi punti della vasta Riserva Naturale Statale del Litorale Romano.

Sono queste le nuove scene di quotidianità della prima famiglia di lupi nata nel territorio del Comune di Roma dopo almeno cento anni di assenza. L'anno scorso, di questi tempi, balzarono agli onori delle cronache, nazionali ed internazionali, le immagini della prima cucciolata di cinque lupetti. Pochi giorni fa, i ricercatori dell'Oasi LIPU Castel di Guido che avevano scoperto, e da allora monitorano, quest'evento scientifico eccezionale, hanno diffuso via Facebook la notizia che la coppia adulta ha dato vita a una seconda cucciolata. “Il lupo si riproduce una volta all'anno – si legge nel post pubblicato il 29 agosto - L'accoppiamento avviene nel mese di marzo, e la nascita della cucciolata, dopo 62-63 giorni di gestazione, avviene a maggio”.

Il gruppo di ricerca, che aveva scoperto le prime tracce del ritorno del lupo a Roma nel 2013, sperava dunque che la famiglia nata nella primavera 2017 si potesse allargare quest'anno, come poi è successo: “Da inizio estate abbiamo dunque intensificato lo sforzo di monitoraggio, con l'obiettivo di rilevare la presenza e la riproduzione della coppia dominante - continua la nota - E i lupi ci hanno di nuovo sorpreso ed emozionato. A fine luglio infatti siamo riusciti ad accertare la nuova riproduzione del nucleo presente nell'area, per il secondo anno consecutivo!

Non era scontato che tutto ciò accadesse di nuovo. La vita dei lupi non è semplice, anche se le prede abbondano in un territorio dove la presenza del cinghiale è massiccia e colpevolmente incontrollata: il primo lupo, “Romolo”, avvistato nel 2013 è scomparso dal territorio dopo circa un anno. Il secondo, “Numa”, ha preso il suo posto nel 2015 ed ha atteso un anno prima di essere raggiunto da una femmina, “Aurelia”. Un altro anno è stato necessario alla coppia per riprodursi con successo. La sopravvivenza dei lupi in Italia, oltre che dalla selezione naturale (freddo, fame, malattie) è minacciata dai fattori umani: il traffico veicolare sulle strade extraurbane; le trappole e le fucilate dei bracconieri; le esche avvelenate dei criminali ambientali.

Per gli esemplari più giovani, poi, la lotta per la sopravvivenza comincia presto: La maggior parte dei giovani lupi nati lo scorso anno ha probabilmente abbandonato l'area, partendo alla ricerca di un nuovo territorio dove formare un proprio nucleo familiare (processo di dispersione)”, si legge ancora nel testo pubblicato dalla LIPU di Castel di Guido, che però non dà adito a troppe illusioni quando specifica: “Altri probabilmente non hanno superato l'inverno (infatti in media solo il 50% dei giovani arriva alla maturità sessuale, al secondo anno d'età)”. La scorsa primavera, prima della seconda cucciolata, il branco di sette lupi (i due adulti e i cinque piccoli del 2017) si era già ridotto a tre (due adulti e un giovane).

La sorte degli altri non è certa, tranne in un caso: uno dei cinque cuccioli era nato con una paralisi alle zampe posteriori. Incredibilmente il branco non l'aveva abbandonato, come dimostravano diverse immagini, continuando a curarlo e alimentarlo per molti mesi e facendogli superare il primo, cruciale, inverno. La fine per il lupetto “disabile” è arrivata nell'aprile scorso: investito da un'auto su una carrabile interna alla riserva, in circostanze che lasciano più di un dubbio sulla casualità dell'incidente.

Che destino avranno dunque questi sei lupetti appena partiti alla scoperta del territorio? Per conoscere il resto della storia bisogna attendere gli aggiornamenti del monitoraggio: “Nelle prossime settimane intensificheremo i controlli dei transetti per la raccolta di escrementi - viene specificato nel post di Facebook - in modo da campionare il DNA dei lupi adulti e dei nuovi nati, ed avere dati più completi.”
Intanto gli amanti della natura, come si evince dai primi commenti alla notizia, si godono queste immagini di armonia della Natura, sperando che il fattore umano non intervenga ancora una volta per spezzarne i fragili equilibri.

Per approfondire la notizia e le sue implicazioni, abbiamo interpellato Marco Antonelli, zoologo, uno dei ricercatori che stanno conducendo il monitoraggio sui lupi del litorale romano (leggi qui l'intervista).

 
 

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