5 Ottobre 2015
Federica Licata
TERRITORIO
5 Ottobre 2015
Federica Licata

Prime piogge ed è già allarme rosso

Con l’autunno torna alta l’allerta alluvione per tante zone del nostro Paese. #italia sicura a confronto con i sindacati

Con l’arrivo delle piogge autunnali rischia di ripartire la stagione delle frane e degli allagamenti, data l’esposizione del nostro Paese ai rischi derivanti dal dissesto idrogeologico.

I primi morti già sono arrivati il 15 settembre nell’entroterra emiliano, in provincia di Piacenza; qualche giorno fa, poi, una nuova alluvione ha colpito nuovamente il territorio di Olbia, come avvenne nel novembre 2013; l’anno scorso, in questo stesso periodo, si consumarono altre tragedie come quella avvenuta a settembre nel Gargano, a Genova e nella Maremma grossetana ad ottobre, nel territorio di Chiavari a novembre.

Secondo l’ultimo rapporto ISPRA, il territorio italiano a rischio idrogeologico è di 29.517 kmq, di cui 17.254 kmq di aree franabili e 12.263 di aree alluvionabili, stiamo parlando di circa il 9%  del nostro paese in cui però si trovano circa 6.633 centri abitati, cioè l’81,9% dei comuni italiani.

Dal 1999 il Ministero dell’Ambiente ha finanziato 4.800 interventi di difesa del suolo, per un totale di 4,47 miliardi di euro tra interventi per aree già edificate e interventi in aree non ancora edificate: un impegno non ancora sufficiente se si pensa che l’ISPRA, sulla base dei dati derivati dai Piani redatti delle Autorità di Bacino, Regioni e Provincie Autonome, stima complessivamente 44 miliardi di euro come fabbisogno necessario per risolvere le situazioni di dissesto sul territorio nazionale, ripartendo l’intera somma in 27 miliardi per il Centro-Nord, 13 per il Mezzogiorno e 4 per il settore costiero.

Pochi fondi, dunque, e non sempre attivati con la rapidità necessaria. 

Per questo lo scorso 21 aprile #italiasicura, la struttura di missione del Governo contro il dissesto idrogeologico, ha siglato con le principali organizzazioni sindacali confederali Cgil, Cisl e Uil, un accordo per individuare gli strumenti necessari ad abbreviare la durata dei cantieri antiemergenza in totale legalità e sicurezza dei lavoratori, stanziando un investimento di 1.3 miliardi di euro, di cui 650 milioni già disponibili e pronti per opere già cantierabili.

Il 24 settembre governo e sindacati sono tornati sul tema per condividere le tempistiche e le priorità che #italiasicura ha fissato nell'azione mirata alla riduzione del rischio idrogeologico.

Soddisfatto Mauro Grassi, Direttore della struttura di missione contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche (#italiasicura) che dichiara: “c’è da considerare che una volta a regime, il piano per la messa in sicurezza delle aree metropolitane, creerà oltre 30.000 nuovi posti di lavoro, indispensabili per la sicurezza di tutti e utili per il rilancio dell’occupazione”.

Soddisfatte, per ora, anche le organizzazioni sindacali che hanno accolto l’accordo positivamente, mantenendo il proprio impegno di coordinamento per la missione del governo contro il dissesto idrogeologico; tuttavia, hanno sottolineato di volere la certezza che la consegna della seconda tranche di finanziamento del Piano nazionale, di oltre 5 miliardi, venga rispetta e consegnata entro i termini prestabiliti.

 
 

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