7 Febbraio 2013
Redazione
TERRITORIO
7 Febbraio 2013
Redazione

Riforma comune della pesca. Com’è andata a finire?

“Si tratta di un vero e proprio trionfo soprattutto in questi tempi di crisi e nonostante la forte opposizione da parte dei politici che hanno seguito gli interessi dell'industria insostenibile” Mario Costantini, Responsabile Mare WWF

Saranno stati i 23 mila disegni realizzati grazie alla campagna 'Paint a fish - Dipingi un pesce' lanciata dal WWF; avrà inciso che a Strasburgo, il 5 febbraio scorso, c’erano in tanti a chiedere soccorso per i pesci d’Europa: pescatori, cittadini, manager del settore industriale alieutico. Fatto è che i deputati hanno finalmente condiviso l’importanza di uno strutturale cambiamento nella gestione della cattura dei pesci: il parlamento Europeo ieri ha votato, 502 voti a 137, in favore del Regolamento Base della Riforma comune della pesca, la pietra angolare di una riforma che permetterà la ricostituzione degli stock ittici, oltre alla creazione di posti di lavoro e delle basi solide per una pesca sostenibile nell'Unione Europea.

"Qualcosa di veramente eccezionale è successo - ha detto Marco Costantini Responsabile Mare WWF Italia - il Parlamento europeo ha votato a favore di una riforma forte della pesca per garantire la sostenibilità della pesca nell'UE. Si tratta di un vero e proprio trionfo soprattutto in questi tempi di crisi e nonostante la forte opposizione da parte dei politici che hanno seguito gli interessi dell'industria insostenibile . Tutti volevano questa riforma: i cittadini, l'industria e i pescatori. I membri del Parlamento europeo li hanno ascoltati e hanno usato i loro nuovi poteri per fare la differenza. Ora è chiaro, dopo questo voto, che si tratta di una priorità politica dell’UE dare stabilità a lungo termine alle comunità di pescatori, alle imprese del settore e all'ambiente marino da cui dipendono.

Gli oceani, i pesci e quelli che dal pesce sostenibile dipendono hanno vinto metà della battaglia. Ora spetta ai ministri della pesca votare a favore di questo regolamento di base. Sarà una battaglia dura ma speriamo che i governi nazionali ascolteranno il forte messaggio che arriva oggi dal Parlamento spazzando via gli interessi costituiti per assicurare un futuro a lungo termine e sostenibile per i nostri oceani e l'economia della pesca in Europa " .

 
 

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