2 Agosto 2018
Giorgia Martino
VIVERE GREEN
2 Agosto 2018
Giorgia Martino

Agenda 2030: Europa a passo rallentato

L'ASviS ha fotografato una situazione europea in cui, fra obiettivi a ritmo sostenuto e altri che peggiorano, sorgono forti dubbi per il raggiungimento dei 17 SDGs Onu

Il traguardo per la sostenibilità globale è stato programmato dalle Nazioni Unite per il 2030. Ma non è così semplice, soprattutto se si ha a che fare con ben 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) che abbracciano i più svariati settori della sostenibilità ambientale, sociale ed economica. E così, rimanendo in tema europeo, se ci sono goal per i quali si sta andando ad un ritmo ottimale, ve ne sono altri per cui il raggiungimento dei vari target fra 12 anni è quantomeno dubbio. L’unico modo per capire a che punto siamo è misurare i progressi, quando di progressi si tratta.

L’ASviS (Agenzia Italiana per lo Sviluppo Sostenibile) ha così pubblicato nuovi indicatori compositi (EUC-SDG) e ha mostrato una fotografia europea che ritrae l’andamento dei vari settori concepiti dall’Agenda 2030 dal 2010 al 2016.

Obiettivi in netto miglioramento

3. Salute e Benessere. L’indicatore è in salita grazie al miglioramento dell’aspettativa di vita e a meno incidenti stradali.

4. Istruzione di qualità. Indicatore composito in ascesa, proprio grazie alla diminuzione di ragazzi che escono dal sistema scolastico e all’aumento di coloro che accedono all’istruzione terziaria.

5. Parità di genere. Sempre più donne sono presenti in politica e in posti manageriali.

7. Energia pulita e accessibile. È aumentata la percentuale di fonti rinnovabili di energia rispetto al mix energetico totale.

9. Infrastrutture e innovazione. Sempre più individui lavorano nel settore di Ricerca e Sviluppo, finanziato a sua volta sempre da maggiori quote di PIL.

11. Città sostenibili. Aumenta il riciclo di rifiuti urbani e diminuisce la quota di persone che soffrono di disagi abitativi. Le strade, inoltre, risultano più sicure.

12. Produzione e Consumo sostenibili. Indicatore in salita per ciò che riguarda l’utilizzo delle risorse e il consumo di materia.

13. Clima. Lotta al cambiamento climatico rafforzata dall’aumento delle energie rinnovabili.

 

Obiettivi in netto peggioramento

10. Disuguaglianze. Il dislivello economico tra le varie fasce della popolazione è aumentato, a causa di un aumento di persone a rischio povertà.

15. Vita sulla terra. Il suolo viene sempre più occupato dalle costruzioni degli esseri umani, togliendo spazio alla vegetazione naturale.

 

Obiettivi “fermi”

1. Povertà. L’aumento di persone a rischio povertà è controbilanciato dall’aumento di persone che possono curarsi adeguatamente.

2. Fame. L’aumento di zone destinate all’agricoltura biologica è controbilanciato dall’aumento di emissioni di ammoniaca derivanti dall’agricoltura stessa.

3. Lavoro dignitoso. In Europa ci sono sempre meno disoccupati e NEET (giovani che non studiano e non lavorano), ma si tratta di un andamento comunque instabile che non può far cantare vittoria alla media dei giovani europei.

16. Pace e istituzioni solide. I cittadini europei avvertono di meno il pericolo nelle proprie città, così come in effetti risulta diminuito il numero di omicidi, ma questi fattori positivi sono controbilanciati da una disillusione delle persone nei confronti dei politici di riferimento, soprattutto a causa della corruzione.

17. Partnership. Per ciò che riguarda la partnership, l’indicatore è ‘fermo’ a causa delle modifiche impercettibili della quota di imposte che derivano dal lavoro e dall’ambiente sulle imposte totali, del lieve aumento del debito pubblico e del leggero incremento della spesa per l’assistenza pubblica allo sviluppo sul reddito nazionale lordo.

Per Enrico Giovannini, Portavoce ASviS, l’unico modo per accelerare la corsa europea verso il traguardo del 2030 è mettere l’Agenda Onu al centro delle priorità politiche: “Serve un cambiamento significativo in alcuni settori e che le forze politiche si impegnino a inserire l’Agenda 2030 nei loro programmi in vista delle prossime elezioni europee. Per accelerare il passo, specialmente per ridurre le disuguaglianze e fermare il degrado degli ecosistemi terrestri, serve che l’Unione europea ponga l’Agenda 2030 al centro di tutte le politiche economiche, sociali e ambientali”.

 
 

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