11 Luglio 2018
VIVERE GREEN
11 Luglio 2018

Allarme Fao nel Mediterraneo: alta percentuale di stock sovra-sfruttati

Il Rapporto SOFIA 2018 sottolinea l'importanza della collaborazione internazionale per affrontare il grave problema della pesca non sostenibile e dell'inquinamento marino

Anche quest’anno è stato pubblicato il rapporto FAO “Sofia”, acronimo di “The State Of World Fisheries And Aquaculture”, e anche quest’anno i numeri ci mettono di fronte ad una realtà che può dare indicazioni su quale strategia assumere per gestire una pesca più sostenibile.

Il rapporto SOFIA 2018 descrive così la situazione attuale della pesca in termini globali:

-      Nel 2016 la pesca di allevamento ha prodotto 80 milioni di tonnellate di pesce (pari al 53% del totale)

-      La pesca di cattura, invece, ha prodotto 90,9 milioni di tonnellate: 79,3 milioni da acqua marina e 11,6 milioni da acqua dolce)

Per quanto la pesca di cattura abbia avuto una produzione maggiore rispetto all’acquacoltura, i suoi numeri sono rimasti stabili, a differenza della produzione in cattività che ha visto un aumento del 5,8%.

Anche i consumi di pesce sarebbero aumentati: se oggi si consumano 20,4 kg pro capite di pesce all’anno, negli anni ’60 i numeri erano meno della metà, ossia circa 10 kg.

In netto peggioramento rispetto al passato è invece la sostenibilità della pesca: se fino agli anni ’80 il rapporto tra pesca sostenibile e non sostenibile era di 9:1, oggi la situazione è completamente diversa. Si parla infatti del 59,9% di pesci pescati in modo sostenibile contro il 33,1% pescato in modo non sostenibile. Il quadro più preoccupante si registra nel Mediterraneo e nel Mar Nero, dove la percentuale di stock sovra-sfruttati è pari al 62,2%.

Il rapporto sostiene: “Il mondo si è differenziato nel suo approccio alla pesca sostenibile, con il peggioramento della sovraccapacità e dello stato delle scorte – troppe barche che cacciano troppi pochi pesci – nei Paesi in via di sviluppo che compensano una migliore gestione della pesca e migliore stato delle scorte in quelli sviluppati. Per contrastare ciò sarà necessario creare partenariati efficaci, in particolare nel coordinamento delle politiche, nella mobilitazione delle risorse finanziarie e umane e nella diffusione di tecnologie avanzate (ad esempio per monitorare le attività di pesca)”.

Allarmante anche ciò che riguarda i cambiamenti climatici e l’inquinamento. Continua Sofia 2018: “Mentre la ricerca suggerisce che i cambiamenti climatici potrebbero far sì che i livelli globali di cattura siano soggetti a variazioni inferiori al 10%, sono previsti cambiamenti rispetto a dove i pesci sono catturati. E’ probabile che le catture diminuiscano in molte regioni tropicali dipendenti dalla pesca e aumentino nelle zone temperate del nord”.

Il Rapporto Fao, ancora, esorta ad una maggiore collaborazione anche per affrontare i problemi causati dall’abbandono degli attrezzi da pesca e dalle microplastiche, creando così un sistema che migliori la circolarità dell’economia nonché la graduale eliminazione della plastica monouso.

 
 

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