13 Dicembre 2018
Giorgia Martino
VIVERE GREEN
13 Dicembre 2018
Giorgia Martino

Farmaci veterinari più accessibili: le campagne LAV per aiutare gli animali più sfortunati

Le cure e i farmaci veterinari sono più costosi di quelli per umani, e i cani e gatti delle famiglie più povere o senza un proprietario rischiano di non poter essere curati a dovere: la LAV organizza una raccolta di farmaci veterinari e una petizione per un Fisco amico degli animali

Sempre più famiglie umane si arricchiscono con l’amore di uno o più animali domestici, e questo è dovuto all’insostituibile affetto disinteressato e alla dedizione che gli animali sono capaci di darci. Nel sito LAV (Lega Anti Vivisezione), si legge ad esempio che nelle famiglie italiane vivono circa 60 milioni di animali, tra cui 7 milioni di cani e 7,5 milioni di gatti.

Tuttavia, come qualsiasi componente della famiglia, anche un amico a quattro zampe può ammalarsi e, se nel caso degli umani esistono le agevolazioni del SSN e dei farmaci generici, non ci sono facilitazioni corrispettive per i farmaci veterinari. Chi ha un cane o un gatto sa bene quanto sia evidente la differenza di prezzo tra un farmaco classico e la sua versione veterinaria.

Per questo motivo la LAV si sta muovendo in due direzioni contemporaneamente: aiutare gli animali malati meno fortunati e chiedere a Governo e Parlamento di regolare meglio i prezzi dei farmaci per animali.

La prima delle due iniziative è la campagna LAV#CURIAMOLITUTTI, patrocinata dal Ministero della Salute e dalla FNOVI (Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani). Si tratta di una raccolta di farmaci veterinari e prodotti da banco ad opera dei banchi LAV, presenti nel weekend di 8 e 9 dicembre in punti di raccolta come farmacie, parafarmacie e strutture veterinarie.

Il bilancio del weekend appena passato ha visto partecipare all’iniziativa ben 131 farmacie, 88 strutture veterinarie e 20 attività commerciali in tutta Italia, e si auspica ad un successo anche per il prossimo weekend, ossia quello del 15 e 16 dicembre.

L’obiettivo è quello di aiutare 3890 cani e 3514 gatti che abitano in canili, gattili, rifugi o in famiglie bisognose e indigenti. Il problema per chi gestisce molti animali da aiutare, o per chi non gode di ottime finanze, è spesso quello di curarli, cosa che assolutamente non può e non deve essere trascurata perché si tratta di salute, ma che il sistema attuale italiano non facilita visti i prezzi dei farmaci veterinari e le condizioni in cui vengono venduti.

Si legge nella nota LAV: “Il costo dei farmaci veterinari rappresenta un problema per molti e per chi volesse scegliere un farmaco generico per curare il proprio animale, nella speranza di risparmiare, rimarrebbe deluso. I medicinali veterinari generici, infatti, oltre a non essere facilmente individuabili poiché immessi in commercio con un nome di fantasia, di norma non sono commercializzati a un prezzo inferiore rispetto al medicinale di riferimento: per i farmaci veterinari non esiste alcun meccanismo di regolamentazione del prezzo, né una norma che preveda che quelli generici debbano avere un prezzo di vendita inferiore rispetto a quello del medicinale di riferimento”.

Quindi, se da un lato i farmaci veterinari costano di più, dall’altra non si può fare affidamento né ad un eventuale risparmio col generico di riferimento, né tantomeno ad un’esenzione dal costo che hanno.

Ma il punto non è solo economico. Prosegue la nota LAV: “Un altro problema è rappresentato dal confezionamento: le specialità medicinali veterinarie sono spesso predisposte con quantitativi che possono rivelarsi sovradimensionati rispetto al paziente animale e alla durata del trattamento, causando un avanzo di farmaco inutilizzato, o aumentando il rischio di cure ‘fai da te’”.

Il diritto alla cura per i nostri amici a quattro zampe, dunque, per la LAV è “un diritto minato sia dal fisco, per il quale sono beni di lusso, sia dal prezzo e dalla disponibilità del farmaco veterinario”, come afferma Ilaria Innocenti, responsabile LAV Area Animali Familiari.

Continua la Innocenti: “Con la nostra iniziativa, infatti, oltre ad aiutare situazioni bisognose chiediamo al Governo e al Parlamento di approvare la nostra proposta di legge per rendere più accessibile il farmaco veterinario e tutelare in modo migliore la salute animale e la salute pubblica, come ad esempio l’obbligo per i medicinali generici di avere un prezzo di vendita inferiore di almeno il 20%, e la possibilità di cedere singole unità posologiche o dispensare i singoli blister, anziché la confezione del prodotto medicinale”.

Quest’ultima è la seconda iniziativa a cui si faceva riferimento, e consiste nella campagna #IPIUTASSATI, una petizione per un Fisco amico degli animali.

I punti di raccolta di farmaci veterinari per il weekend del 15-16 dicembre sono visualizzabili a questo link, mentre si può firmare la petizione per chiedere una facilitazione economica sui farmaci per animali andando su questa pagina.

Il problema della salute degli animali domestici e dei costi ingenti di farmaci e servizi veterinari è sempre più sentita in Italia: basti pensare che il Consiglio regionale della Liguria ha chiesto alla Giunta Toti di “istituire un’assistenza veterinaria di base gratuita in Liguria per la cura degli animali d’affezione i cui proprietari rientrino in una fascia socio-economica debole”.

Si stima infatti che il costo di gestione di un cane sia mediamente di 200 euro all’anno per vaccini e profilassi, oltre a 500 euro annui per l’alimentazione. Per il gatto le spese si ridurrebbero a 250 euro annue tra alimentazione, farmaci e servizi veterinari.

Anche la Regione Veneto sta cercando di ovviare a queste necessità: infatti, entro il 2019, tramite un progetto pilota mira a garantire le cure urgenti, la dotazione di microchip, la sterilizzazione e altri interventi medici per gli animali domestici di persone anziane o indigenti.

 
 

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