2 Agosto 2018
Giorgia Martino
VIVERE GREEN
2 Agosto 2018
Giorgia Martino

Giornata mondiale contro la tratta delle persone, il monito di Bergoglio: "Non possiamo far finta di niente"

Antonio Guterres, Segretario Generale delle Nazioni Unite, contro i trafficanti: "Traggono profitto dalle speranze e dalla disperazione delle persone"

La tratta degli esseri umani è una piaga che affligge l’umanità ormai da anni: si ricorda ancora il primo sbarco di immani dimensioni datato 7 marzo 1991 presso il Porto di Brindisi, dove approdarono 27 mila albanesi a bordo di due grosse navi mercantili e imbarcazioni di ogni genere.

Quando si parla di tratta di persone, si fa riferimento al reclutamento e/o trasporto di persone dalla loro terra di origine ad un altro Paese, attraverso varie forme di violenza che vanno dalla coercizione fisica all’inganno alle minacce. Questo è mirato ad ottenere un guadagno in termini di denaro o di altri benefici, e porta al controllo sugli individui ricattati, implicando sfruttamento di tipo sessuale, lavorativo o fisico (come l’espianto di organi).

Secondo i dati Frontex – Agenzia per il controllo delle frontiere esterne dell’Unione Europea, nel 2016 503.700 persone hanno attraversato illegalmente le frontiere europee e, tra questi, 364 mila sono arrivati via mare e 181 mila in Italia.

Il punto è che, secondo lo Iom (United Nations Migration Army), negli ultimi dieci anni quasi l’80% dei viaggi effettuati dalle vittime della tratta avviene attraverso punti di controllo ufficiali. Ciò vuol dire che gli addetti al controllo delle frontiere hanno un ruolo da rispettare al massimo per riconoscere le vittime di questo crimine.

Lo scorso 31 luglio è stata la Giornata mondiale contro la tratta delle persone, ricorrenza istituita dalle Nazioni Unite, e a tale proposito si è espresso proprio Antonio Guterres, Segretario Generale dell’ONU, che ha ribadito quanto si tratti di un crimine vile che nasce dai conflitti e dalle disuguaglianze, andando ad arricchire i trafficanti che “traggono profitto dalle speranze e dalla disperazione delle persone”.

E di speranze si tratta, se si considera che, in molti casi, viene sfruttato il sogno di un futuro economico migliore. Sostiene William L. Swing, direttore generale Iom: “Ogni anno milioni di migranti vengono trafficati all’interno e oltre i confini e si ritrovano intrappolati nei lavori forzati, vittime di violenze, minacce o manipolazioni psicologiche. Spesso, si ritrovano indebitati attraverso processi di reclutamento o condizioni di impiego ingiuste, per tutto il tempo affrontando enormi pressioni da parte delle loro famiglie e comunità che potrebbero essersi indebitate, solo per iniziare la ricerca di lavoro. La tratta è così pervasiva che può essere affrontata solo con un approccio globale a tutto campo. I consumatori, in particolare, devono unirsi ai loro governi, alla loro comunità imprenditoriale locale e lavorare insieme, in modo che le catene di approvvigionamento siano libere dalla tratta di esseri umani e da altre forme di sfruttamento”.

I posti da cui arrivano più vittime? Per Europol, Albania, Russia, Ucraina, Ghana, Nigeria, Cina, Vietnam e Brasile. I punti di accesso all’Europa sono le coste pugliesi, calabresi, siciliane e lucane.

Donne e bambini i soggetti più vulnerabili. Unicef e Icat (Inter-Agency Coordination Group against Trafficking), infatti, confermano dati che indicano che più di un quarto delle vittime è costituito da bambini, e si sale a due terzi se provengono dall’Africa Subsahariana e dall’America Centrale.

Per quanto si tratti di un problema che deve essere affrontato soprattutto da un punto di vista politico, è fondamentale che cambi anche la percezione comune nei confronti della gravità di questa situazione. E questo può avvenire prima di tutto annientando il clima razzista che troppo spesso imperversa a livello sociale. Ed è proprio a questo che si riferisce la relatrice speciale ONU Maria Grazia Giammarinaro: “Nell’atmosfera tossica e anti-immigrazione di oggi, i migranti sono spesso presi di mira come una minaccia, mentre in realtà contribuiscono alla prosperità dei Paesi ospitanti in cui vivono e lavorano. l’esperto, la domanda è particolarmente urgente. In occasione della Giornata mondiale contro la tratta delle persone, il mio messaggio è che anche nei momenti difficili, l’inclusione, non l’esclusione, è la soluzione”.

Anche Papa Francesco, durante l’Angelus del 29 luglio scorso, ha ribadito quanto sia fondamentale riconoscere questo crimine come orrendo: “Di fronte al grido di fame di tanti fratelli e sorelle in ogni parte del mondo non possiamo restare spettatori distaccati e tranquilli. L'annuncio di Cristo, pane di vita eterna, richiede un generoso impegno di solidarieta' per i poveri, i deboli, gli ultimi, gli indifesi. Questa azione di prossimità e di carità è la migliore verifica della qualita' della nostra fede, tanto a livello personale, quanto a livello comunitario”. Categorico il suo monito: “Non possiamo far finta di niente”.

 
 

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