11 Giugno 2017
VIVERE GREEN
11 Giugno 2017

Istituzioni responsabili, scuole green e cittadini attivi: l’appello dei giovani ai ministri del G7 ambiente

Il documento stilato dai ragazzi partecipanti agli Stati Generali dell’Ambiente consegnato oggi in apertura del vertice. Istituzioni, scuola, cittadini chiamati in causa nella sfida per salvare il pianeta.

Un appello ai Ministri dell’Ambiente dei principali paesi mondiali per chiedere politiche reali sia sul fronte della protezione dell’ambiente che su quello dell’educazione. A scriverlo una generazione di ragazzi che chiede di investire in formazione e ricerca e di contribuire, attraverso la condivisione del sapere e delle esperienze, alla costruzione di un futuro di ben-essere, di un mondo migliore, più equo, più sostenibile.

 

Il documento che questa mattina due ragazzi, Margherita Cipolloni e Aramis Sebrecht, hanno consegnato in apertura di G7 Ambiente ai Ministri riuniti a Bologna è il frutto di un lavoro coordinato da Earth Day Italia, cominciato lo scorso novembre durante gli Stati Generali dell’Ambiente, promossi da Miur e Ministero dell’Ambiente, e proseguito al Villaggio per la Terra di Roma in occasione dell’Earth Day dello scorso 22 aprile quando 140 ragazzi si sono confrontati sui temi dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile con l’obiettivo di contribuire alla definizione di un processo educativo che, coinvolgendoli in prima persona, potesse risultare adatto per l’attuale generazione di studenti, per quella dei loro genitori e per quelle che verranno.

"Gli Stati Generali dell'Ambiente dei giovani prima, e questo appello poi nascono perchè molte istituzioni, studenti, imprese e associazioni riconoscono che l’educazione ambientale e allo sviluppo sostenibile è lo strumento fondamentale per la gestione del territorio e delle sue risorse di oggi e di domani.dichiara Roberta Cafarotti, direttrice scientifica di Earth Day ItaliaPer attivare il cambiamento necessario all'implementazione dell'Agenda 2030 è necessaria la diretta partecipazione e collaborazione dei cittadini e in questo senso i ragazzi possono essere la chiave per promuovere tutti i percorsi di sostenibilità e di cura per la nostra casa comune.

 

 È “partecipazione” la parola chiave del documento. I ragazzi chiedono di essere educati ad essere cittadini attivi e consapevoli sia del loro ruolo all’interno della società che dei loro doveri nei confronti dell’ambiente: “C’è la necessità di costruire una cittadinanza globale, attiva e consapevole degli impatti che gli stili di vita e i comportamenti individuali e collettivi hanno sul nostro Pianeta, avendo particolare attenzione ai cambiamenti climatici che già determinano situazioni di allarme e rischi per intere fasce di popolazioni”

 

I ragazzi chiedono alle istituzioni di rispettare con coerenza e responsabilità gli impegni presi nel 2015 a Parigi e di accompagnarli con politiche fiscali, norme e leggi che premino i comportamenti virtuosi di cittadini e imprese e con una lotta seria agli abusi ambientali.

 
Alla scuola i ragazzi chiedono di essere la prima istituzione green. Chiedono di essere educati in edifici sicuri e sostenibili, con mense che riducano gli sprechi e con insegnanti che vogliano affrontare assieme a loro la sfida della sostenibilità. Chiedono inoltre di uscire dalla aule e di utilizzare le nuove tecnologie: “Chiediamo, dunque, che le scuole si aprano al mondo”, sintetizzano i ragazzi.

 
Infine il documento si rivolge ai cittadini di tutto il mondo, cittadinanza di cui i ragazzi si sentono parte viva: “Crediamo nelle nostre potenzialità di contribuire attivamente ad un mondo migliore, più equo, più sostenibile. Decidiamo acquisti, investimenti, voti cercando di lasciare un’impronta il più lieve possibile sulla Terra. Premiamo le imprese sostenibili e gli uomini che le rendono vive e praticabili. […] Prendersi cura della Terra e dei suoi limiti, è una grandissima opportunità per non destinare tutti i nostri sforzi a sostegno di una crescita materiale fine a se stessa che avvantaggia pochi sottraendo ai più, ma per occuparci finalmente del nostro ben-essere, dello stare bene assieme.”
“Non scordate di interpellarci” chiudono i ragazzi “perché avrete bisogno di noi!”

 

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