29 Gennaio 2016
Giuliano Giulianini
VIVERE GREEN
29 Gennaio 2016
Giuliano Giulianini

Italiani e animali

Più amanti dei cani che dei gatti; aumentano i vegani; sempre più contro i circhi ma sempre meno contro la caccia: il nuovo Rapporto Italia dell'Eurispes fotografa le nostre relazioni con il mondo degli animali.

Eurispes, istituto privato di ricerche statistiche, ha appena presentato il "Rapporto Italia 2016" (qui le linee generali), uno studio che analizza ogni anno opinioni, comportamenti e abitudini degli italiani, e ne registra le variazioni rispetto al passato. Il campione di oltre 1100 cittadini, rappresentativo della nostra intera società, ha risposto tra dicembre e gennaio a domande sull'economia nazionale e sul ménage familiare, sulle aspettative per il futuro, le proprie scelte di acquisto, le paure sociali, le valutazioni sull'operato dei politici, della Chiesa, delle forze dell'ordine e così via. Qui ci interessa analizzare i dati che dipingono il quadro del rapporto dei nostri connazionali con gli animali: quelli da compagnia o quelli usati per la ricerca, quelli che ci forniscono gli abiti e quelli che troviamo nei nostri piatti.

Molte cause "animaliste" sono sostenute dalla maggioranza degli italiani, ma gli attivisti dovrebbero preoccuparsi del consistente calo di connazionali che ancora condividono: l'86% degli intervistati è contro la produzione di pellicce, ma era il 90% nel rapporto 2015; quasi l'81% non accetta la vivisezione (era l'88%); è contrario alla caccia il 68% ma un italiano su dieci ha cambiato il suo voto in "favorevole"; diminuiscono anche gli oppositori ai delfinari: dal 65% al 56% in dodici mesi. Per contro aumentano i contrari all'impiego di animali nei circhi, dal 68% al 71%, e negli zoo, dal 53% al 54%; cresce anche il numero di chi vuole che gli animali domestici siano accolti negli alberghi, dal 56% al 68%, e nei luoghi pubblici, dal 56% al 69%.

Del resto gli animali da compagnia sono una passione più che radicata: più del 43% delle case ospita almeno un animale, il 9% ne accoglie due, il 4% tre e il 7% più di tre. Per "loro" la maggioranza dei padroni (38%) spende in cibo, cure e pulizia in media 50 euro al mese; un altro 35% riesce a spendere meno di 30 euro; il 19% arriva fino a 100 euro, il 4% tra i 100 e i 200 euro. Il restante 3% raggiunge o supera i 300 euro di spesa mensile.

La mozione animalista è anche intuibile nell'orientamento alimentare che varia, anche se di poco, sulle nostre tavole: l'8% degli italiani si è dichiarato vegetariano, avendo abbandonato il consumo di carne. L'1% di questi è andato oltre: eliminando anche latticini, uova e altri derivati dagli animali, si definisce vegano. Entrambe le categorie sono tornate ad aumentare in percentuale dopo un 2015 in calando: i vegetariani hanno superato quota 7% dopo esser scesi sotto il 6%; i vegani sono addirittura quintuplicati, passando dallo 0.2% del 2015 all'1% di quest'anno.

 
 

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