10 Luglio 2018
Giorgia Martino
VIVERE GREEN
10 Luglio 2018
Giorgia Martino

Legambiente, Rapporto Ecomafia: 84 reati ambientali al giorno e rifiuti sequestrati pari a più di 181 mila Tir

I numeri del nuovo Rapporto Ecomafia 2018 di Legambiente sono esorbitanti, ma Ciafani è ottimista: "Passi da gigante grazie alla nuova normativa"

Il Rapporto Ecomafia 2018 di Legambiente, presentato a Roma lo scorso 9 luglio, parla chiaro: il 2017 conta cifre record in termini di reati ambientali e di traffici illeciti di rifiuti. E questo è un chiaro segno di quanto questi crimini vengano sempre più riconosciuti e puniti a livello normativo, grazie anche alla maggiore applicazione della legge 68 del 2015, nonché ad un più alto numero di inchieste in questa direzione.

Le ordinanze di custodia cautelare per i reati ambientali nel 2017 sono state il 139,5% in più rispetto all’anno precedente, con ben 84 reati ambientali al giorno e con quasi 40 mila persone denunciate.

La percentuale più alta di crimini ambientali si è registrata nel traffico illecito dei rifiuti, che da solo va a ricoprire il 24% del totale, seguito dal 22,8% dei reati contro gli animali, dal 21,3% degli incendi boschivi e dal 12,7% del ciclo del cemento.

Basti pensare che i rifiuti sequestrati sono stati 4,5 milioni di tonnellate, pari a 181.287 Tir per 2500 chilometri.

In crescita anche i pirati della biodiversità: si parla di 19 infrazioni al giorno, 7 mila in un anno, quasi il 20% in più rispetto al 2016, soprattutto in Sicilia, Puglia e Lazio.

I furti di opere d’arte e cultura, invece, sono saliti di oltre il 25% rispetto al 2016, con 719 furti e 1136 denunce.

In termini di abuso edilizio, se da una parte si contano 17 mila nuove case abusive, dall’altra vi è stato un calo sul fronte del ciclo illegale del cemento con 3908 infrazioni nel 2017.

Le Regioni più colpite dai reati ambientali sono le quattro a forte presenza mafiosa, ossia Campania, Sicilia, Puglia e Calabria: non a caso il 2017-2018 è stato il periodo in cui c’è stato il più alto numero di scioglimento di amministrazioni comunali a causa di infiltrazioni mafiose e intimidazioni.

Le parole del presidente di Legambiente, Stefano Ciafani, sono di soddisfazione ma anche di apertura a ulteriori cambiamenti propositivi: “I numeri di questa nuova edizione del rapporto Ecomafia dimostrano i passi da gigante fatti grazie alla nuova normativa che ha introdotto gli ecoreati nel Codice penale, ma servono anche altri interventi, urgenti, per dare risposte concrete ai problemi del paese. La lotta agli eco criminali deve essere una delle priorità inderogabili del governo, del parlamento e di ogni istituzione pubblica, così come delle organizzazioni sociali, economiche e politiche, dove ognuno deve fare la sua parte, responsabilmente”

A fronte di ciò, Legambiente fa varie proposte per migliorare la situazione attuale in Italia, tra cui formare maggiormente i professionisti del settore (legali e forze dell’ordine) sull’applicazione della legge 68, completare l’iter di definizione dei decreti attuativi del Ministero dell’Ambiente e della Presidenza del Consiglio per rendere operativa la legge 132/2016 (riforma delle agenzie per la protezione dell’ambiente), semplificare l’iter di abbattimento delle costruzioni abusive, introdurre pene più severe per gli ecoreati, introdurre nuovi reati per tutelare i prodotti alimentati e permettere un accesso alla giustizia facile e veloce da parte di associazioni, come Legambiente, che difendono e tutelano il territorio.

 
 

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