19 Marzo 2018
Dario Caputo
VIVERE GREEN
19 Marzo 2018
Dario Caputo

Per un pugno di like

Fotografare animali e paradisi naturali richiede responsabilità: le regole per fotografare la natura nel decalogo del Parco Nazionale del Gran Paradiso e nelle linee guida di Instagram.

Nell'era dell'immagine a tutti i costi anche i social network si rendono conto che a volte si superano i limiti solo per ottenere un “like” in più senza pensare che dietro ad una foto, magari con un animale selvatico, si nasconde spesso un mercato illegale dedito allo sfruttamento. Un contributo in tal senso è arrivato da Instagram  che ha invitato tutti i suoi utenti a prestare attenzione all’ambiente anche quando ci si appresta a fare una cosa banale come una foto; il social network collabora infatti  con alcuni gruppi che tutelano la fauna selvatica con il fine ultimo di individuare e, qualora gli amministratori lo ritenessero opportuno, intervenire sulle foto che non rispettano le linee guida della community. Sono banditi ad esempio post e foto che mostrano maltrattamenti sugli animali, caccia di frodo o vendita di animali in via di estinzione o parti di essi.  Sul sito di Instagram  vi è una sezione dedicata proprio allo sfruttamento della fauna selvatica e tra le considerazioni ambientali si legge: “Che tu stia cercando di scattare la foto perfetta o un selfie, ti invitiamo a prestare attenzione all'ambiente che ti circonda. È facile farsi travolgere dal momento quando si è circondati dalla bellezza della natura. Tuttavia, per ottenere qualche 'Mi piace' non vale la pena rischiare di danneggiare l'ambiente, ad esempio calpestando dei fiori selvatici, spostando un nido o intagliando delle iniziali”.

Le raccomandazioni continuano soprattutto per quanto riguarda l’interazione con gli animali selvatici: molte volte, anzi troppe, veniamo colpiti da immagini di turisti che col sorriso stampato sulle labbra accarezzano un cucciolo di tigre intenti a farsi immortalare con il povero animale. Proprio per contrastare questo fenomeno Instagram scrive: “Ti invitiamo inoltre a prestare attenzione al modo in cui interagisci con gli animali selvatici e a chiederti se un animale è stato contrabbandato, catturato da cacciatori di frodo o maltrattato per scopi turistici. Ad esempio, non fidarti di chi ti offre la possibilità di scattare foto con animali selvatici a pagamento, dato che questo tipo di foto e video potrebbe mettere a rischio animali in via di estinzione”.

Non solo i social network si sono dedicati al tema del rispetto della flora e della fauna: il Parco Nazionale del Gran Paradiso ha stilato un vero e proprio decalogo per fotografare la natura secondo etica. Si legge ad esempio di non alimentare gli animali per avvicinarli poiché questa pratica provoca serissimi danni agli animali stessi, che diventano addomesticati, modificandone gli istinti naturali. I fotografi non dovrebbero mai avvicinarsi alle tane o ai nidi dove si allevano i cuccioli poiché in caso contrario gli adulti potrebbero allontanarsi o addirittura abbandonarli. Per cercare anche di tutelare l’uomo nel decalogo si invita a riconoscere i segnali di allarme emessi dagli animali: le reazioni della fauna selvatica non sono prevedibili come quelle degli animali domestici e quindi non rispettare questi segnali potrebbe essere molto pericoloso. Altra cosa fondamentale è ricordare che la fauna e la flora devono essere fotografate sul posto e che non devono essere prelevati fiori, insetti e piccoli animali per riprenderli in luoghi controllati o soggetti a studio. Fare fotografia naturalistica richiede quindi molta pazienza e volontà ma alla base di un buono scatto deve esserci sempre un comportamento rispettoso dell’ambiente che, generosamente, si presta come modello.

 
 

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