30 Luglio 2014
Roberta Cafarotti
VIVERE GREEN
30 Luglio 2014
Roberta Cafarotti

Scrivere al passo della natura

Enrico Brizzi, lo scrittore psicoatleta a contatto con la natura

E’ uno scrittore giovane. Questa l’idea che molti hanno di lui e dopo tanti anni deve ancora espiare la colpa del successo ottenuto con “Jack Frusciante è uscito dal gruppo”.
Nel frattempo ha scritto tanti altri libri e la sua passione per il camminare è stata strumento di crescita spirituale,  fonte di ispirazione per i romanzi, le guide, i film documentari.  Come i libri "Nessuno lo saprà. Viaggio a piedi dall'Argentario al Conero" e gli "Psicoatleti", e le guide, in collaborazione con Marcello Fini, "La Via di Gerusalemme. In cammino da Roma alla Città tre volte santa", "I Diari della Via Francigena. Da Canterbury a Roma sulle tracce di viandanti e pellegrini" e "Italica 150 - Cronache e voci da un Paese in cammino", frutto del viaggio a piedi dall'Alto Adige alla Sicilia fatto in occasione dell'anniversario dell'Unità d'Italia. I risultati dei suoi viaggi a piedi sono diventati anche dei film.
Ma la sua passione per i viaggi a piedi non è amore per la solitudine, Enrico è un uomo solidamente dei nostri tempi, ama stare in buona compagnia e comunicare un nuovo modo di stare al mondo e di fare cultura.  Fonda l’Unione degli Psicoatleti che recupera l’esperienza avviata a Torino nel 1860 per iniziativa di Mario Valsecchi, Federico Taumann e Samuele Pintor, la più antica organizzazione del Paese consacrata ai grandi viaggi a piedi.
L’ amore per le passeggiate inizia subito con una mamma, psicoalteta inconsapevole che trasmette la passione per i sentieri di montagna e gli da l'occasione concreta di provare il piacere di arrivare alla meta sulle proprie gambe. Poi ci sono stati gli anni dei lupetti e degli scout e la grande svolta, quando invece di fare un weekend da qualche parte e andarci in moto o in auto decide di andare a piedi al mare.
A 18-19 anni,  insieme al suo amico d'infanzia Giovanni, che ora fa parte del gruppo di scrittori Wu Ming partono per Cervia a piedi. Non avevano proprio idea di come ci si andasse senza i mezzi a motore, così hanno aperto la mappa e disegnando un percorso lungo le colline, camminando paralleli alla via Emilia fino al mare. Quel viaggio di 5 giorni è stato un viaggio rivoluzionario, pieno di sorprese.  In questi casi ci si rende conto che a casa si vivono tante paranoie e problemi sul fatto che il mondo fuori è pericoloso e pieno di gente cattiva. Chiunque ha viaggiato con lo zaino in spalla nota questo pensiero negli di chi incontra nel suo peregrinare. La gente ha paura e tende a proiettare i propri timori su chi non conosce, così si desta sospetto senza essere affatto un malintenzionato.
Ma in quei 5 giorni si accorsero anche della loro terra. Andando a piedi ci si rende conto che tutto cambia molto lentamente e gradualmente; nel mondo vero non ci sono confini, gradini, scalini, curve a novanta gradi o spigoli. Il mondo vero è fatto di curve dolci, di salite più o meno accidentate e, soprattutto, lo stesso identico luogo può essere molto piacevole o molto faticoso da attraversare a seconda del tempo che fa.  Camminare è una buona metafora di qualcosa di più grande:  della nostra condizione sulla terra che calpestiamo.
Da allora ha fatto viaggi molto diversi, da sopralluoghi di due giorni o poco più a viaggi di 12 settimane, come in occasione di "Italica 150" o per il cammino lungo la via Francigena o per il viaggio a Gerusalemme, che ha visto un cammino di un mese tra Roma e Brindisi e poi si è trasformato in un viaggio precario via mare tra la Puglia e l'Oriente, con un sacco di tappe e soste prima dell'ultimo trekking di 8 giorni verso la Terra Santa.

 
 

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