5 Gennaio 2018
Fabrizio Cavallina
VIVERE GREEN
5 Gennaio 2018
Fabrizio Cavallina

Sostenibilità nella Costituzione italiana: è giunta l'ora?

La proposta di legge che inserisce i princìpi dello sviluppo sostenibile nella Costituzione, ferma al Senato, sarà una priorità della prossima legislatura? Negli articoli 2,9 e 41 impegno per le generazioni future e tutela dell'ambiente. Giovannini (ASVIS): "Sarebbe il coronamento di un percorso che mette il futuro dentro il sistema legislativo". 

Modificare gli articoli 2,9 e 41 della nostra Costituzione, al fine di introdurvi i princìpi della tutela dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile. Questo il nodo centrale della proposta di legge costituzionale presentata in Senato lo scorso 20 ottobre e depositata, in versione definitiva, solo pochi giorni prima che il Presidente della Repubblica Mattarella sciogliesse le Camere. La deposizione del testo di legge, a firma dei senatori del PD Mauro del Barba, Andrea Marcucci, Roberto Cociancich e Stefano Collina, nonostante la momentanea impraticabilità di revisionare la carta costituzionale per via dell’imminente fine della legislatura, porta con sé una fortissima valenza simbolica: l’augurio, infatti, è che il prossimo governo sin dal suo insediamento possa affrontare la questione, e riconoscere, finalmente, il tema dello sviluppo sostenibile nella nostra Costituzione.

Nel 1947, anno in cui fu redatta la nostra carta costituzionale, “in Italia si contavano 46 milioni di abitanti, i tre quarti degli attuali. Secondo le proiezioni delle Nazioni Unite, entro il 2045, la popolazione della Terra si stabilizzerà intorno ai 9,5 miliardi di persone, due miliardi in più degli attuali”. A fronte di uno straordinario progresso economico e scientifico, sono tante le sfide da intraprendere, sia dal punto di vista ambientale che sociale. Sfide che “i membri della Costituente – si legge nel testo di legge presentato dai senatori del PD – non potevano anticipare e di cui solo oggi abbiamo piena consapevolezza”.

Nel merito, infatti, la proposta di legge costituzionale prevede innanzitutto che all’articolo 2 della Costituzione – il quale richiede l’adempimento dei doveri di solidarietà politica, economica e sociale – venga inserita una menzione al futuro e al mondo di domani, cioè un’attenzione ulteriore “nei confronti delle generazioni future”, nel solco dettato dai precetti della sostenibilità.
Il secondo intervento riguarda l’articolo 9, scritto dai padri costituenti nell’ambito dello sviluppo della ricerca scientifica e della tutela del patrimonio e del paesaggio della Nazione. A questi due passaggi, i firmatari della proposta di legge, intendono aggiungere un terzo ed un quarto comma. Il primo affinché la Repubblica riconosca “la tutela dell’ambiente come fondamentale diritto dell’individuo e dell’interesse della collettività”; il secondo, invece, affinché il paese promuova “le condizioni per uno sviluppo sostenibile”.
L’ultima modifica propone di intervenire sull’articolo 41, dedicato alla libera iniziativa economica. Il testo di legge costituzionale presentato in Senato prevede che l’iniziativa economica abbia come limite, oltre a quelli già fissati, cioè dignità umana, sicurezza e utilità sociale, anche l’ambiente. Infine, al secondo comma dell’articolo, viene aggiunto anche lo sviluppo sostenibile negli ambiti in cui l’attività economica deve indirizzarsi.
Con questi interventi l’Italia uniformerebbe la propria Costituzione a quella di altri paesi, tra i quali Francia e Svizzera, che hanno già inserito la sostenibilità nelle proprie carte fondamentali.

Enrico Giovannini, portavoce dell’ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile), in un’intervista rilasciata all’Avvenire, ha risposto così sull’importanza di ripartire dal 2018 per rendere la nostra Carta costituzionale sostenibile: “Per due ragioni. Anzitutto perché è in corso un dibattito internazionale fra costituzionalisti, sulla base di uno studio scientifico, per modificare le leggi fondamentali di diversi paesi inserendo la sostenibilità nelle carte. Per il nostro, di paese, che ha già introdotto il Bes (l’indice del benessere equo e sostenibile, ndr) nel Documento di economia e finanza, sarebbe dunque il coronamento di un percorso che mette il futuro dentro il sistema legislativo. Politicamente, poi, sarebbe davvero un buon modo per riprendere il dialogo sulle riforme costituzionali, dialogo che si è bruscamente interrotto con il referendum, partendo da una proposta che può rinnovare quello spirito unitario sul tema evocato dallo stesso Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella”.  

 
 

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