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Gianluca Nicoletti: “Che figli lasciamo alla Terra?”

Il monologo di Gianluca Nicoletti, premiato “Reporter per la Terra” 2023, alla maratona #OnePeopleOnePlanet

Durante la Maratona #OnePeopleOnePlanet del 22 aprile, Earth Day Italia ha assegnato a quattro giornalisti i premi “Reporter per la Terra“.

Tra questi professionisti dell’informazione, che si sono distinti nell’ultimo anno per aver portato all’attenzione i temi della sostenibilità ambientale e sociale, il giornalista di Radio24 – Il Sole 24 Ore, Gianluca Nicoletti.

Attraverso quel linguaggio peculiare, ricercato ed elegante, che lo ha reso una delle voci più originali, riconoscibili e apprezzate del panorama radiofonico e giornalistico nazionale, Nicoletti ha dato un impulso decisivo alla diffusione della consapevolezza sui temi dell’autismo e della neurodivergenza, trasformando l’esperienza personale e familiare in una risorsa preziosa per tanti altri.

Ha creato infatti “Cervelli Ribelli”: progetto didattico, piattaforma web e infine fondazione, che porta nelle scuole, sui media e all’attenzione delle istituzioni, la conoscenza, la comprensione, gli strumenti utili a far emergere dall’oblio e dallo stigma sociale queste situazioni. Cervelli Ribelli rappresenta oggi una rete di collegamento con medici, associazioni di assistenza, datori di lavoro, enti pubblici, istituti di ricerca, che soprattutto vuole rispondere con soluzioni concrete alle necessità quotidiane delle persone nello spettro dell’autismo. Un’attività che contribuisce a ridefinire la realtà di autismo e neurodiversità come condizioni di persone che “vedono la realtà con occhi diversi da chi si considera normale” e “solo per pregiudizio sono assimilati al disordine o al disprezzo delle regole”. Una rete essenziale per aiutare le famiglie e i soggetti interessati a rompere le barriere dell’indifferenza, a inserirsi con la dovuta dignità nella società, nel sistema educativo e nel mondo del lavoro.

L’utilità e l’urgenza di quest’opera di assistenza dal basso emerge chiaramente dalle parole che lo stesso Nicoletti ha pronunciato sul palco de La Nuvola, nel monologo seguito alla premiazione [guarda il video in testa a questa pagina].

Oltre all’impegno nella fondazione, il giornalista continua da anni a denunciare le mancanze del nostro nostro Paese nei confronti della disabilità in generale e di questa condizione in particolare che, secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale per il monitoraggio dei disturbi dello spettro autistico, riguarda in Italia un bambino su 77. Mancanze come: l’impreparazione della Scuola, il “deserto delle istituzioni” e i “recinti dei centri di accoglienza” come li ha definiti recentemente in occasione del 2 aprile, Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo. Sedici anni fa infatti le Nazioni Unite hanno istituito questa ricorrenza per porre l’attenzione non solo sulla consapevolezza, ma anche sugli obiettivi del miglioramento delle condizioni di vita; della piena integrazione nella società; del riconoscimento di pari diritti e possibilità relativamente all’istruzione, alla salute e al lavoro. Ancora oggi però, nel nostro come in altri paesi, le famiglie sono lasciate troppo sole ad affrontare gli oneri della cura e dell’assistenza.

Non meno importante e meritoria di encomio, soprattutto per un giornalista, l’infaticabile attività di comunicazione attraverso articoli interviste, incontri, libri, webinar, servizi televisivi e radiofonici, per denunciare l’informazione incompleta, scorretta, superficiale, quando non volutamente falsa o fuorviante sull’autismo; o, all’altro estremo, la narrazione favolistica e positivista che dipinge gli autistici come persone di talento, poco più che eccentriche. Disinformazioni che, insieme a fenomeni come il bullismo, l’indifferenza, l’emarginazione, ostacolano il raggiungimento dell’obiettivo di assicurare dignità ed emancipazione alle persone nello spettro autistico.

Non ultimo, al lavoro di Nicoletti va anche riconosciuto il merito di far emergere non solo i problemi, ma anche le potenzialità e il contributo che le persone neuro divergenti possono portare agli altri e alla società, quando questi si mettano in ascolto perché, come ha dichiarato in una recente intervista: “Mio figlio Tommy mi ha insegnato a cogliere i colori nascosti nel grigio che ci circonda”.

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