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Ecosistema Società

Miracoli FC: “Vince solo chi custodisce”

Ecosistema incontra Massimo Vallati, ideatore del Calcio Sociale, che coniuga sport, educazione civica e cura dell’ambiente.

Il calcio in Italia, come in tanti altri paesi, ha un forte impatto non solo economico e sociale, ma anche ambientale. L’ultimo rapporto pubblicato dalla Federcalcio quantifica il valore del calcio professionistico in 3,6 miliardi annui. I tesserati in Italia sono 1,3 milioni, con oltre 1 milione di calciatori. La gran parte di questi però non sono i campioni più ricchi e famosi, ma i 670 mila ragazzi del settore giovanile e scolastico, e i 360 mila atleti del movimento dilettantistico. Negli ultimi anni poi c’è la crescita della divisione del Calcio Paralimpico e Sperimentale (con 2000 tesserati) e del calcio femminile: le tesserate sono 36 mila (il doppio rispetto soli 15 anni fa) le cui partite sono seguite dal vivo o in tv da 10 milioni di appassionati.

Qual è l’impatto ambientale? Basta dire che in Italia ci sono oltre 11 mila società e 60 mila squadre, tra dilettanti, scuole calcio e professionisti; che giocano e si allenano su 13 mila campi. Campi in erba, di terra o in sintetico che vanno innaffiati, mantenuti, e illuminati di sera con impianti luce potenti; per non parlare delle docce, delle palestre annesse e delle sedi. Insomma un mondo che deve effettuare la transizione ecologica verso la sostenibilità come tutti gli altri settori della società civile.

Questa settimana Ecosistema, la rubrica di Earth Day Italia su Radio Vaticana, si è occupata del tema invitando in trasmissione una realtà che unisce la funzione educativa dello sport, alla sostenibilità ambientale degli impianti sportivi. Si tratta del Calcio Sociale, formula sportivo-educativa ideata da Massimo Vallati. Un’esperienza partita nel 2009 nel difficile quartiere di Corviale a Roma, e da lì germogliata in altre città e regioni italiane, come esempio di inclusione e solidarietà ; fino ad arrivare a Bruxelles per presentare il modello anche in sede europea. Il calcio sociale si gioca con regole diverse: squadre miste di bambini e ragazzi di diverse età, maschi e femmine, calciatori di talento insieme a quelli meno dotati; con “educatori” al posto degli allenatori che seguono i ragazzi anche in partite “fuori dal campo” dove discutono e si impegnano su temi come la solidarietà, la legalità, la tolleranza, la violenza, l’ambiente. Le partite sono senza arbitro e senza panchine perché tutti devono partecipare ed essere responsabili dell’osservazione delle regole. Insomma la Miracoli FC (questo il nome della società sportiva) è qualcosa di spiazzante in una realtà, quella delle scuole calcio, che purtroppo spesso mettono la funzione pedagogica in secondo piano rispetto alla ricerca del successo e del risultato tramite l’esasperazione dell’agonismo.

Di seguito il podcast della trasmissione con l’intervento in diretta del fondatore Massimo Vallati, intervistato da Tiziana Tuccillo e Giuliano Giulianini, di Earth Day Italia, e Luca Collodi di Radio Vaticana.

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