Ecosistema approfondisce le potenzialità del “carburante delle stelle” per la transizione ecologica, ospitando Alberto Giaconia, responsabile del Laboratorio Idrogeno e nuovi Vettori Energetici di ENEA
Alcune notizie delle ultime settimane hanno rimesso l’idrogeno sulla scena mediatica che si occupa dei carburanti alternativi ai fossili. Il lancio di Artemis II – la missione della NASA che riporterà quest’anno gli esseri umani in orbita intorno alla Luna – è stato rimandato per una perdita fuori scala dell’idrogeno che deve alimentare il propulsore principale del razzo. L’inconveniente tecnico è servito almeno a ricordare ai più che l’idrogeno non è un carburante del futuro ma viene impiegato ormai da molto tempo e con successo. Intanto il Comune di Bologna ha confermato che entro quest’anno entreranno in servizio 127 autobus alimentati ad idrogeno; e, poco lontano, nei cantieri di Ancona, Fincantieri sta costruendo le prime due navi da crociera al mondo che saranno spinte unicamente da idrogeno stoccato a bordo; la prima prenderà il largo entro quest’anno, la seconda il prossimo.
Attualmente però l’idrogeno rappresenta soltanto circa l’1% della produzione globale di energia. l’80% è ancora generata da fonti fossili, con prevalenza di petrolio e carbone. Un altro 8-9% deriva da biocarburanti o inceneritori di rifiuti. Per trovare energia pulita e senza emissioni di carbonio o altri inquinanti bisogna scendere al 5-6% della quota complessiva di solare, eolico, idroelettrico e altre rinnovabili pulite. Il nucleare conta per un residuo 4-5% e se non rilascia direttamente gas-serra al momento della generazione di energia, occorre mettere in conto dell’attività estrattiva dell’uranio.
L’idrogeno invece è l’elemento più abbondante dell’universo, la sua combustione non genera inquinanti né CO2 ma solo energia e vapore acqueo. Purtroppo l’idrogeno sulla Terra non si trova in forma di giacimenti. Non è dunque una fonte primaria di energia, come il carbone o il Sole; ma è quel che si dice un vettore energetico: cioè un composto, prodotto tramite elettrolisi o processi chimici, che immagazzina l’energia per utilizzarla in seguito. Per questa caratteristica l’idrogeno diventa appetibile come combustibile per alimentare i settori dell’industria (che rappresenta da sola il 30% del consumo mondiale di energia) e dei trasporti (28%). Perché dunque non viene largamente utilizzato come carburante nei motori di auto, treni, navi e aerei?
Lo abbiamo chiesto ad Alberto Giaconia, responsabile del Laboratorio Idrogeno e nuovi Vettori Energetici di ENEA, intervenuto nella puntata di questa settimana di Ecosistema, la rubrica settimanale di Earth Day Italia ospitata da Radio Vaticana. Di seguito il podcast della trasmissione.
