ASviS sul PNRR: necessario il riferimento agli Obiettivi dell’Agenda 2030, in linea con il nuovo corso delle politiche europee
Photo by Noah Buscher on Unsplash
Economia

ASviS sul PNRR: necessario il riferimento agli Obiettivi dell’Agenda 2030

Secondo le analisi dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, il PNRR andrebbe migliorato da diversi punti di vista e inquadrato nell’ambito di un più ampio Programma Nazionale di Riforma costruito sulla base dell’Agenda 2030, come previsto anche dal Semestre europeo. L’Alleanza analizza in dettaglio come migliorare l’attuale bozza di PNRR per accrescere l’impatto e l’efficacia delle diverse misure.

Inserire il PNRR nell’ambito di un più ampio Programma Nazionale di Riforma da disegnare nel quadro dell’Agenda 2030, come previsto anche dal Semestre europeo, e introdurre traguardi qualitativi, obiettivi quantitativi e tempi d’esecuzione.

Queste le principali proposte emerse dall’analisi dell’ASviS sul Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) predisposto dal precedente governo.

La mancanza di tali indicazioni rende difficile valutare la concretezza e l’efficacia di molte misure previste, considerando anche che il termine entro cui conseguire gli obiettivi del Piano è fissato al 31 agosto 2026. È quanto emerge dal Rapporto ASviS “Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, la Legge di Bilancio 2021 e lo sviluppo sostenibile”, presentato oggi in un evento in diretta streaming al quale sono intervenuti, tra gli altri, il Presidente della Camera, Roberto Fico, la Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti, il Ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani, il Ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale Vittorio Colao, la Presidente della Commissione per i problemi economici e monetari del Parlamento Europeo, Irene Tinagli.

L’Alleanza propone di adottare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 sia per definire la governance verticale e orizzontale del Piano, sia per monitorarne e verificarne i risultati, in piena conformità anche con quanto previsto dal Semestre europeo. Adottando questo approccio emergono alcune criticità: la mancanza di un’indicazione più dettagliata sulle priorità delle riforme necessarie e di un richiamo sistematico alle raccomandazioni del Semestre europeo 2019 e 2020; l’assenza di un allineamento ai nuovi target climatici europei; il mancato approfondimento di obiettivi fondamentali come la giusta transizione, il piano Garanzia Giovani, l’Agenda europea delle competenze. Viene sottolineata inoltre l’assenza di temi fondamentali come la perdita di biodiversità, l’adattamento ai cambiamenti climatici, la riduzione dell’inquinamento, benché il Piano, come previsto dal regolamento europeo, dovrebbe destinare almeno il 37% dei fondi alla transizione verde e per il 100% dei fondi si deve rispettare il principio di non nuocere in modo significativo all’ambiente.

Manca inoltre una valutazione complessiva dei risultati attesi in termini di sostenibilità e impatto duraturo nel tempo delle scelte del PNRR, di coesione sociale e riduzione delle disuguaglianze.

Gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 rappresentano un quadro di riferimento fondamentale affinché il PNRR risulti sistemico e coerente, in linea con il nuovo corso delle politiche europee e, in particolare, del Next Generation EU. È importante che le azioni a breve termine siano motivate da obiettivi di lungo periodo, come chiede la Commissione europea”, sottolinea il Presidente dell’ASviS Pierluigi Stefanini. “Chiediamo che all’integrazione del PNRR partecipi la società civile, come richiesto dalle linee guida della Commissione”, aggiunge Stefanini. “L’ASviS e le oltre 290 organizzazioni aderenti sono disponibili a contribuire al dibattito e sottolineano la necessità di adottare una visione integrata del futuro”.

L’analisi dell’ASviS ripartisce i punti salienti del PNRR nei sei pilastri del regolamento UE e delle relative Linee guida della Commissione europea: transizione verde; trasformazione digitale; crescita intelligente sostenibile e inclusiva; coesione sociale e territoriale; salute e resilienza economica, sociale e istituzionale; politiche per la prossima generazione.

Oltre che il PNRR, grazie al contributo degli 800 esperti delle organizzazioni aderenti, l’ASviS ha esaminato anche la Legge di Bilancio 2021, comma per comma, valutandone la coerenza rispetto ai 169 Target e ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile da raggiungere entro il 2030. Inoltre, il Rapporto pubblicato oggi contiene l’aggiornamento degli indicatori compositi europei che descrivono il percorso dei Paesi dell’Ue rispetto al raggiungimento degli Obiettivi.

Scarica il rapporto

Articoli collegati

L’Italia dei rifiuti: bene la raccolta, mancano gli impianti

Giuliano Giulianini

Il turismo (sostenibile) dopo la pandemia

Giuliano Giulianini

Comunità energetiche: energia pulita dai cittadini per i cittadini

Giuliano Giulianini

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Cliccando su “Abilita cookie”, acconsenti all’uso dei cookie. Non abilitando i cookie alcune funzionalità del sito risulteranno inutilizzabili. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la Cookie e Privacy policy