Ecosistema fa una panoramica sulla realtà dei CRAS: i centri di recupero e cura della fauna selvatica, gestiti da enti pubblici, privati e associazioni.
La modifica dell’Articolo 9 della Costituzione che nel 2022 ha aggiunto la tutela dell’ambiente ai principi fondamentali della Repubblica si chiude con queste parole: “La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali.” Al momento parte di queste tutele è assegnata alle regioni, in forza della Legge 157 del 1992. Curiosamente si tratta della quadro sulla caccia, che all’Articolo 4 Comma 6 afferma: “le regioni emanano norme in ordine al soccorso, alla detenzione temporanea e alla successiva liberazione di fauna selvatica in difficoltà.”
In Italia operano circa un centinaio di CRAS, acronimo che indica genericamente i centri di recupero per animali selvatici a cui cittadini e istituzioni affidano animali, non domestici, trovati feriti o bisognosi di aiuto. Nel nostro paese sono documentate 58 mila specie animali: un terzo di quelle presenti nell’intera Europa. Troppe di queste specie però sono a rischio di estinzione: il 20% dei mammiferi, il 25% dei rettili, il 26% degli uccelli, e il 38% degli anfibi.

Alcuni di questi centri accolgono anche animali esotici provenienti da sequestri, traffici, maltrattamenti, o trovati in ambienti naturali dove rappresentano un pericolo per le specie locali. A queste cause di ricovero si aggiungono poi i numeri della piaga del bracconaggio: la caccia illegale. Per dare un’idea del fenomeno, il WWF recentemente ha reso noto che nel solo CRAS di Valpredina, sulle prealpi bergamasche, nel 2025 sono arrivati, purtroppo morti, oltre mille uccelli appartenenti a specie protette .
Dieci di questi centro CRAS sono gestiti dai Carabinieri Forestali. Altri sono gestiti dalle associazioni ambientaliste: 9 dalla LIPU, 8 dal WWF, 4 dall’ENPA. A questi vanno aggiunti un numero indefinito di centri veterinari autorizzati ad accogliere gli animali selvatici nell’emergenza e per il periodo di cura. Molti centri recupero sono privati e si sostengono con il volontariato, le donazioni spontanee, il 5×1000, e i contributi pubblici, di solito regionali o comunali.
Che animali ricoverano di solito? Come capire se un animale è ferito e ha bisogno di essere preso e curato?
Come procedere e quali errori evitare? Qual è il destino degli animali esotici non liberabili? Lo abbiamo chiesto a Francesca Manzia, consulente scientifica del Parco Faunistico “Piano dell’Abatino”, durante “Ecosistema”, la rubrica radiofonica settimanale di Earth Day Italia trasmessa da Radio Vaticana. Di seguito il podcast della trasmissione.
