Neri Frullini con la sua opera "Saving the Earth"
Interviste

Saving the Earth, l’artista dietro l’opera

Neri Frullini, l’artista fiorentino autore dell’opera donata al Papa alla vigilia della COP Giovani, racconta l’ispirazione, il significato e la sostenibilità della sua arte.

Alla vigilia di Youth4Climate, la COP dei Giovani che si è tenuta a Milano a fine settembre, Papa Francesco ha accolto in udienza privata un gruppo di ragazzi appartenenti ad associazioni impegnate nell’educazione, nella promozione sociale e nella tutela ambientale. Tra di essi anche i rappresentanti italiani alla conferenza milanese, tappa di avvicinamento alla COP26 di Glasgow di inizio novembre, e il Ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani. Per l’occasione Earth Day Italia ha commissionato un’opera replicata in diverse copie che sono state consegnate al Papa, al Ministro e ai ragazzi durante l’udienza.

In realtà è realizzato con materiali riciclati. La copia affidata ai rappresentanti italiani a Youth4Climate e da loro donata simbolicamente ai giovani intervenuti da tutto il mondo alla conferenza milanese, è stata firmata dal Pontefice come augurio e benedizione per il loro futuro. L’opera, dal titolo “Saving the Earth”, è un tondo in apparenza realizzato con una fusione di metallo. In questa intervista, Neri Frullini, l’artista fiorentino autore dell’opera, racconta l’origine e il simbolismo di “Saving the Earth” e i principi che ispirano la sua produzione artistica.

Che cosa rappresenta “Saving the Earth”?

Ho pensato di ispirarmi a uno scudo come spirito ed emblema della difesa. Rappresenta tutti i giovani del mondo in difesa della nostra Terra, della natura. Questo scudo devono prenderlo in mano i giovani, perché il futuro del mondo dipende solo da loro: dalle loro idee, da come verranno applicate. In questa fase di cambiamento è importante che i nostri giovani prendono in mano un simbolo e vadano avanti.

Saving the Earth - Neri FrulliniSaving the Earth (part.) - Neri Frullini

Come è stata realizzata?

Considerando il soggetto che volevo rappresentare, ho utilizzato materiali di recupero per impattare il meno possibile sull’utilizzo di materie prime. Questi materiali di scarto destinati al macero sono stati riutilizzati, reinventati, hanno ricevuto una nuova vita per creare un’opera che rispettasse la natura. Ho utilizzato scarti di legno che ho modellato a mano: ho costruito i vari componenti, che poi ho assemblato e rifinito con uno strato più fine possibile di materiale ferroso. Questo materiale ferroso è stato successivamente ossidato e stabilizzato con una mia tecnica particolare. L’opera è stata realizzata in una serie di quattro pezzi, tutti numerati  e firmati per renderli dei pezzi unici. La prima copia è stata consegnata a Papa Francesco. La seconda per i giovani rappresentanti italiani alla Coop di Milano (Federica Gasbarro e Daniele Guadagnolo, nda.). La terza è andata al Ministro per la Transizione Ecologica Roberto Cingolani e la quarta per il committente: Earth Day Italia

Che cosa rappresenta il tondo?

È una rappresentazione minimalista del nostro mondo. Secondo me dovremmo tornare alla semplicità per evolverci al livello superiore. Anche per questo ho utilizzato dei materiali poveri: legno rivestito di ferro arrugginito per far percepire la cruda realtà che stiamo vivendo nel nostro presente. Ho cercato di rappresentare una parte del nostro mondo; in particolare le tappe di avvicinamento alla COP26: Roma, sede dell’udienza con il Papa; Milano che ha ospitato Youth4Climate; e Glasgow, dove si terrà la XXVI Conferenza sul Clima: un evento così significativo per il futuro, dove i nostri giovani saranno i partecipanti più importanti, quelli che dovranno spingere per il cambiamento.

Qual è il suo messaggio ai giovani?

Ragazzi, per aiutarvi nel vostro percorso e nella vostra battaglia quotidiana, sono stato coinvolto nel progetto quest’opera. La dono a voi. Spero che vi porti fortuna; che sia uno strumento, essenziale come uno scudo, che vi protegga e vi porti a raggiungere a pieno i vostri obiettivi. Tutti noi abbiamo bisogno che questi obiettivi vengano raggiunti, e solo voi, che siete giovani, li potete portare veramente a termine.

Abbiamo avuto in questi giorni l’occasione di ammirare altri suoi cicli di opere, variamente ispirate ad elementi della natura e, su scala più ampia, dell’universo. Quali sono le sue idee all’origine di questi cicli?

“Anime dei sassi” è un ciclo di opere ispirate a una forma primordiale. Il sasso è l’elemento servito all’uomo per creare le prime costruzioni: da lì è partito per creare la prima società. È stato il primo materiale, i primi oggetti, già pronti all’uso, che l’intelligenza umana ha messo uno accanto all’altro per creare i primi edifici.

Via Lattea - Neri FrulliniIo ci metto la faccia - Neri FrulliniCosmo - Neri FrulliniCentro della Galassia - Neri FrulliniAnima dei sassi - Neri Frullini

“Cosmo” fa parte del ciclo di opere “Meccanismi astrali”. Realizzati sempre con materiali di di scarto sia di mie lavorazioni precedenti, sia di lavorazioni di altre aziende. Questo ciclo rappresenta la persona umana posta di fronte ai meccanismi che ci comandano, ci guidano, e che noi dobbiamo rispettare. “Via Lattea” rappresenta l’immagine che ho della nostra galassia. “Centro della galassia”, che fa parte dello stesso ciclo, l’ho realizzata in modo più crudo, più “pesante”, perché ha ancora ha un ché di ignoto: perché ancora non abbiamo una fotografia del centro della galassia. Quindi io ho cercato di darne una rappresentazione di fantasia, legandola alle altre opere del ciclo. A differenza di opere come “Via Lattea” che hanno una finitura più luminosa, con l’uso di cromo oro e argento, il centro della galassia lo vedo come un elemento pesante, e quindi l’ho rappresentato come fosse un blocco di ferro.
“Io ci metto la faccia” è un’opera più personale. Come suggerisce il titolo è un autoritratto. Il significato è collegare le mie opere con gli avvenimenti sociali che stiamo vivendo. È come dire: “Anch’io ci metto la faccia e dico la mia”.

Da dove trae ispirazione per le sue opere?

L’ispirazione mi prende quando giro per la strada; non solo in città: anche su un sentiero di montagna o tra i boschi. In me è sempre forte il legame con il senso della natura. Per fortuna, anche se li stiamo perdendo, viviamo in un paese con dei cicli stagionali che aiutano a comprendere il tempo. Il tempo che abbiamo a disposizione su questa terra per creare un nostro percorso. Essendo io un artista il mio è un percorso di espressione. Posso rimanere estasiato anche semplicemente nel vedere come il sole illumina e si rifrange diversamente le foglie di un albero nell’arco della giornata. Tutto mi può servire per trovare l’ispirazione, e la natura spesso mi ispira tanto più quando viene maltrattata dall’uomo. Le mie ultime opere, realizzate la scorsa estate, sono state influenzate dalle immagini degli incendi di ettari ed ettari di alberi, provenienti da tutto il mondo. Questo danno incredibile mi ha spronato a muovermi e a rispondere con le mie opere.

 

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