Ecologia integrale Pianeta

I popoli originari sono parte dell’ecosistema

In convegno a Marsiglia (e online) si discute delle politiche internazionali di conservazione dell’ambiente che escluderebbero centinaia di popoli in Africa, Asia e Sud America dai loro territori originari.

Oggi e domani è in programma a Marsiglia “Our land our nature” il primo congresso per “decolonizzare la conservazione”. Il convegno è promosso da Survival International, l’associazione internazionale che promuove le battaglie a favore dei popoli originari di diversi continenti, e da anni denuncia come le politiche di conservazione dell’ambiente naturale, in diversi casi, abbiano causato soprusi, ingiustizie, persecuzioni e persino lutti proprio nei confronti dei popoli indigeni.

Il tema è salito ancor più alla ribalta da quando l’ONU ha lanciato la campagna per arrivare nel 2030 ad avere il 30% della superficie terreste protetta dal punto di vista ambientale, aumentando la quota di parchi, aree naturali e marine tutelate da leggi restrittive delle attività umane. L’altra percentuale da tener presente per completare il quadro è l’80% della biodiversità presente  sul pianeta, che al momento ricade nei territori abitati e “fruiti” proprio dai popoli indigeni, principalmente in Africa, Asia e Sud America. Proprio questa funzione di “migliori custodi della natura“, riconosciuta anche da Papa Francesco, sarebbe cancellata da un modello di conservazione che allontanasse le popolazioni indigene da aree naturali da mettere sotto protezione: territori che diversi popoli abitano e “custodiscono” da millenni; dove cacciano, allevano o coltivano terre in equilibrio con l’ecosistema naturale.

Questo aspetto oscuro delle politiche di conservazione della natura è stato dibattuto anche al Sinodo Amazzonico di Roma di due anni fa, quando anche EarthDay.it approfondì l’argomento con un’intervista alla direttrice della sede italiana di Survival International.

I lavori del convegno sono trasmessi in diretta streaming online qui simultaneamente in inglese, francese e spagnolo. La traduzione italiana verrà aggiunta successivamente.

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Redazione

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