Economia Vivere green

L’Unione Europea ricicla al 48%

L’EAA pubblica i dati delle percentuali di riciclo dei rifiuti urbani, elettrici e degli imballaggi. I numeri crescono ma la tendenza rallenta e alcuni target si allontanano. Italia sopra le media per i rifiuti urbani.

L’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA) ha recentemente pubblicato alcuni dati sul riciclo dei rifiuti nella comunità dei 27 stati. La buona notizia è che i numeri, aggiornati al 2019, mostrano un generale incremento del tasso di riciclaggio dei rifiuti, salito in quindici anni dal 32% al 48%. La cattiva notizia è che negli ultimi 5 anni queste percentuali sono pressoché stabili: salgono, ma di poco.

Oltre al totale generale, il report estrapola tre “categorie chiave” di rifiuti: elettrici, urbani, e imballaggi. La performance migliore è di questi ultimi: risulta infatti avviato al riciclo il 66% dei materiali da imballaggio delle merci. I rifiuti urbani, che comprendono anche l’umido utilizzato per il compostaggio, si fermano al 48%. Il dato peggiore è quello del RAEE, i rifiuti elettrici ed elettronici, arrivati al 39%.

I target fissati nel 2008 per il 2020 dalla Direttiva Quadro sui Rifiuti prevedevano di raggiungere entro il 2020, e in ognuno dei paesi, il 50% di tasso di riciclo sia per i RAEE sia per i rifiuti urbani. Per questi ultimi, nel 2018 l’UE ha alzato l’asticella prevedendo una progressione del riciclaggio che dovrebbe portare la percentuale al 55% entro il 2025, al 60% entro il 2030 e al 65% entro il 2035; ma come detto siamo fermi al 48%. Sempre nel 2018 i nuovi obiettivi per il riciclo degli imballaggi sono stati fissati al 65% entro il 2025 e al 70% entro il 2030; l’attuale traguardo raggiunto per questa filiera (66%) sembra perciò corrispondere alla programmazione.

L’EEA ha anche pubblicato i dati dei risultati raggiunti nel riciclo dei rifiuti urbani dai singoli paesi membri, (più Montenegro, Svizzera e Turchia) comparati con i dati del 2004. In quindici anni la Germania, strappandola all’Austria,  ha preso la leadership della categoria passando dal 56% al 67%. Al secondo posto è salita la Slovenia con un rimarchevole salto dal 20% al 59%. L’Italia figura all’ottavo posto, tanto più onorevole se si valuta che è passata dal 18% al 51%, e risulta quindi tra le nazioni virtuose che hanno superato la soglia-target del 50% in questa particolare filiera del riciclo. Obiettivo non ancora centrato da nazioni generalmente ritenute più attente all’ambiente, come Svezia, Norvegia, Francia e Finlandia, che rimangono sotto il 50%. In fondo alla classifica Romania, Turchia, Malta e Montenegro con percentuali dal 15% al 5%.

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