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Trasformare le scorie in risorse: la nuova tecnologia arriva dal Cnr

Dalla collaborazione fra Cnr ed Fmp, nasce un metodo ecosostenibile che riutilizza le scorie siderurgiche nell’ambito dell’edilizia: tecnologia perfettibile ma già operativa

La collaborazione fra CNR ed FMP ha dato vita ad una tecnologia ecosostenibile che trasforma gli scarti siderurgici in risorse utilizzabili nell’edilizia. Si tratta dei risultati ottenuti dal lavoro dell’azienda di Pordenone e dei tre istituti del Consiglio Nazionale delle Ricerche IGAG, IRSA e ISM.

Così si legge nel brevetto di questo metodo innovativo: “Oggi il processo è in grado di isolare perfettamente la scoria e renderla simile ad un inerte in modo da poter essere utilizzata in grande quantità nei calcestruzzi, e soprattutto in quelli strutturali ‘faccia a vista’”. E si tratta di un’ottima intuizione, considerando che, per produrre 1 milione di tonnellate d’acciaio da altoforno si producono fino a mezzo milione di tonnellate di scorie.

Una volta rivestite da un mix di cementi economici, le scorie vanno ad avere le caratteristiche di un inerte naturale, e quindi sono utilizzabili nella preparazione di calcestruzzi strutturali. Il prodotto finale ha la stessa resistenza meccanica di un calcestruzzo classico, oltre che la stessa efficacia a fronte delle escursioni termiche.

È una tecnologia ancora perfettibile, ma che già sta ricevendo l’attenzione di vari gruppi internazionali, operanti sia nell’edilizia che nel riciclo di scorie. Infatti è un metodo già praticabile, che può andare a preservare i siti di estrazione di sabbia, ghiaia e pietrisco, continuamente depauperati.

(Giorgia Martino)

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