Virginia Raggi. Foto Wikimedia Commons
Ecologia integrale Interviste Società

Virginia Raggi: la Laudato Si’ in Campidoglio

Intervista alla Sindaca di Roma che dedica una sala di Palazzo Senatorio all’enciclica ambientale di Papa Francesco: “Un riferimento per tutti per prenderci cura della Terra, la nostra Casa Comune”.

Come si concilia l’Ecologia Integrale all’amministrazione di una grande città? Quali sfide sociali e ambientali deve affrontare un sindaco? Dal servizio giardini al fondo per il microcredito, dalla collaborazione con i cittadini per la manutenzione del verde alla sinergia con Leonardo per vigilare sul territorio servendosi della migliore tecnologia, la Prima Cittadina di Roma illustra i progetti di tutela ambientale e sociale della sua amministrazione.

Una sala di Palazzo Senatorio in Campidoglio è stata recentemente intitolata alla “Laudato Si’” l’enciclica “ambientale” che Papa Francesco ha promulgato nel 2015. Il documento è per parere unanime ed universale un’ispirazione non solo per il mondo cattolico ma anche per chi si batte per la salvaguardia del pianeta, poiché nella via tracciata da Bergoglio con l’Ecologia Integrale che pervade l’enciclica il Pontefice ha accomunato come non mai prima nella storia le istanze di giustizia sociale e di tutela dell’ambiente. L’occasione per l’intitolazione della nuova Sala Laudato Si’ è l’anniversario della visita del Papa in Campidoglio che la sindaca Raggi ha così ricordato: “Con l’apposizione della targa e l’intitolazione della Piccola Protomoteca all’Enciclica Laudato Si’ rendiamo omaggio e fissiamo nel tempo la visita di Papa Francesco in Campidoglio di due anni fa. Una data storica che resterà impressa nella nostra memoria. Quello del Pontefice, per la prima volta in Campidoglio, fu un autentico abbraccio a Roma e ai romani […] L’Enciclica Laudato Si’ deve essere per tutti noi un riferimento che va continuamente ricordato e rinnovato per prenderci cura della terra, la nostra casa comune”.
Da parte sua il Pontefice ha salutato l’omaggio con questa esortazione: “Auspico che questo evento susciti un rinnovato impegno di amore al bene comune e di solidarietà verso le persone più fragili, ancora più provate dalla pandemia. Incoraggio le istituzioni della Capitale e le varie realtà che operano nell’ambito del sociale a proseguire in comunione di intenti la provvida opera di assistenza e di aiuto alle fasce più povere della popolazione, con una particolare attenzione fraterna ai migranti in cerca di accoglienza e di speranza”.

A margine della cerimonia, cui ha partecipato anche il presidente di Earth Day Italia Pierluigi Sassi, abbiamo rivolto alcune domande a Virginia Raggi, per approfondire come possano applicarsi la lezione della Laudato Si’ e le necessità dell’Ecologia Integrale, all’amministrazione di una grande metropoli, quotidianamente alle prese con criticità sociali e ambientali.

L’Enciclica celebrata in questa occasione stabilisce che le comunità umane e l’ambiente in cui vivono sono legate. Come si conciliano questi valori all’amministrazione di una città come Roma? Lei, nel discorso pronunciato per l’intitolazione della sala, l’ha definita una sfida quotidiana.

L’Enciclica rappresenta in realtà una summa di tante azioni che tutti noi dobbiamo intraprendere e attuare nella vita quotidiana. A livello amministrativo abbiamo lavorato da subito alla rinascita del nostro dipartimento ambiente – servizio giardini. Abbiamo trovato fondi e riattivato bandi per curare il verde della città, e allo stesso tempo abbiamo iniziato a valorizzare tutte quelle esperienze auto-organizzate dai cittadini che si prendevano cura degli spazi verdi: sia andandoli a conoscere, sia avviando collaborazioni vere e proprie; per interagire, prenderci cura al meglio di quegli spazi, e allo stesso tempo diventare una comunità più solidale. Quindi l’amministrazione fa giustamente i lavori pesanti, più complessi; dove ci sono questi retaker, o comitati di quartiere, o associazioni, o cittadini che spontaneamente vanno ad abbellire, a piantare un fiore o pitturare una panchina, noi creiamo delle sinergie importanti. Abbiamo imparato – la pandemia ce lo dimostra come non mai – che la cooperazione riesce a consolidare dei risultati in maniera molto più duratura rispetto a ciò che si potrebbe fare da soli. Insomma: ambiente, solidarietà e socialità; io credo che sia fondamentale.

Le chiedo di nominare due provvedimenti fatti dalla sua amministrazione che le stanno più a cuore. Quelli di cui andrà più fiera negli anni a venire, sui due fronti: ambientale e sociale.

Sul lato ambientale, oltre alla ripartenza del servizio di manutenzione del verde con appalti e assunzione di giardinieri, credo sia significativa la collaborazione che abbiamo instaurato con un progetto con Leonardo, l’Agenzia Spaziale Europea e l’Agenzia Spaziale Italiana. Il progetto utilizza le tecnologie più sofisticate: satelliti, droni di ultima generazione, sensoristica sofisticatissima, per monitorare e vigilare un’area della nostra città. Nello specifico abbiamo avviato una sperimentazione sull’area di Castel Fusano: parliamo di oltre diecimila ettari, un’area vastissima. In questo modo tutti insieme collaboriamo per il controllo di quell’area e, oltre ad avere un controllo in tempo reale, soprattutto riusciamo a modulare la risposta in maniera immediata e puntuale per arrivare rapidamente dove si verifica il fenomeno: pensiamo agli incendi boschivi; agli sversamenti illegali; agli accessi abusivi nella pineta. Insomma è un bel modo di prenderci cura del nostro ambiente, farlo in maniera sinergica, e mettere le migliori tecnologie al servizio della qualità della vita: in questo caso della pineta e di tutti coloro che la frequentano, e anche di Roma, perché la pineta è un polmone verde.

Sul fronte sociale abbiamo lavorato molto per ricreare un “tessuto” sociale che non c’era. Un provvedimento che mi sta molto a cuore è nato proprio durante la pandemia: la creazione di un fondo con l’Ente del Microcredito, per aiutare e supportare le persone che in questo momento di grandissima difficoltà rimangono ancora di più ai margini. Penso alle famiglie che non riescono a pagare la bolletta o l’affitto; penso agli artigiani, ai piccolissimi commercianti, alle ditte più piccole che non hanno le cosiddette “garanzie bancabili” e perciò hanno bisogno di un aiuto economico. Ma le banche, per una serie di motivi, non possono erogare dei prestiti. Ebbene arriviamo noi, con il Fondo del Microcredito: li supportiamo e soprattutto evitiamo che queste persone siano costrette a rivolgersi a circuiti criminali che, con la promessa di prestiti facili, danno aiuti che poi in realtà li fanno precipitare in una spirale di strozzinaggio e usura. Noi dobbiamo invece prendere queste persone, accoglierle, dare loro una strada solida, legale, pulita, sulla quale camminare e poter pian piano rimettersi in sesto sulle proprie gambe.

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Redazione

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