Marlene Kuntz - Foto Happennino
Interviste Società

Marlene Kuntz: clima, ambiente e rock’n’roll

Cristiano Godano e Davide Arneodo parlano del nuovo album dei Marlene Kuntz: “Karma Clima”, una presa di coscienza delle crisi ambientali del pianeta.

La copertina del nuovo album dei Marlene Kuntz

A fine settembre è stato pubblicato il nuovo disco dei Marlene Kuntz: Karma Clima. “I nove brani del disco – dichiara la band – sono ciascuno un grido, una presa di coscienza di ciò che sta accadendo al pianeta”. A parte il titolo, in effetti, diverse caratteristiche di questa produzione musicale riportano a temi ambientali e di sostenibilità. Innanzitutto si può definire un album a chilometri zero: il gruppo, composto in maggioranza piemontesi, ha infatti registrato in tre siti della regione. Per due mesi gli artisti hanno scritto e inciso i brani tra Ostana, Piozzo e Borgata Paraloup: tre località immerse nella natura alpina in provincia di Cuneo. Non un ritiro isolato però: i musicisti hanno frequentato e interagito per tutto il tempo con le comunità locali, in cerca di ispirazioni culturali, oltre che ambientali. Il disco è nato dunque tra baite, ritrovi e residenze comunitarie, come la Cooperativa Viso a viso e il Birrificio Agricolo Baladin. Il tutto alternato a lunghe passeggiate tra i monti, come hanno raccontato Cristiano Godano e Davide Arneodo, che abbiamo incontrato recentemente, all’Open Summit 2022 di Green&Blue al MAXXI di Roma.

Che cosa vi ha ispirato? La natura, i luoghi, le persone, o tutti questi elementi?

[Cristiano Godano] Come autore dei testi ho cercato il contatto con la natura, in maniera del tutto esclusiva. Ogni giorno mi sganciavo dagli altri che restavano a suonare e andavo per conto mio a cercare luoghi isolati, in alta quota. Lì ho sentito la possibilità di sfruttare una dimensione “altra”: più connessa con forme spirituali. Chi ha fede, lì sente sicuramente Dio, soprattutto se va con la predisposizione di non essere una presenza superficiale in quel contesto, ma essendo pronti ad accogliere. Chi non ha fede, come me purtroppo, prova una suggestione molto forte. Magari è solo suggestione, ma credo che ci sia altro: una grande possibilità, in una visione laica, di essere più addentro alla propria dimensione spirituale. Con tutto ciò la creatività diventa fertile, perché si prova un entusiasmo inebriante.

[Davide Arneodo] Siamo arrivati alle residenze già con delle idee, che poi abbiamo sviluppato. Mentre Cristiano era a 2000 metri, o isolato a scrivere i testi, noi producevamo. Parallelamente si svolgevano dei laboratori varia natura, quasi mai musicali: era uno scambio continuo perché noi assorbivamo informazioni, le facevamo nostre e poi andavamo in studio e registravamo. Stessa cosa Cristiano: ascoltava, elaborava e scriveva. Di sicuro c’è stato un interscambio. È stato definito un album corale; non solo perché ci sono le orchestre e i cori, ma anche perché è forse il primo album in cui i Marlene Kuntz si aprono a un’influenza esterna.

Che cosa è cambiato nel vostro stile di vita, dal momento in cui avete realizzato che ci sono problemi come il cambiamento climatico e l’inquinamento?

[Cristiano Godano] La cosa più rimarchevole che è cambiata nelle mie abitudini è che sto usando pochissimo la macchina. Mi muovo essenzialmente in treno quando sono qui a Roma. Per molto tempo sono stato fidanzato a Roma e mi divertivo molto ad andare sul monopattino. Quindi, da questo punto di vista, faccio la mia parte. Per il resto non è facile, purtroppo…

Un verso del brano* “La Fuga” recita: “Io mi devo condannare o mi devo perdonare”?

[Cristiano Godano] Anche se, per ipotesi, noi singoli individui assumessimo comportamenti definitivamente virtuosi, abbiamo la consapevolezza che non servirebbe assolutamente a nulla. Io credo che la cosa più importante sarebbe una diffusa consapevolezza che il problema esiste realmente. C’è troppa gente che ancora finge che non esista; oppure, anche ammettendolo, in fondo non gliene frega più di tanto. Credo che semplicemente non lo sentano come qualcosa che li riguarda. È una gravissima e stupida ingenuità: già dalle prossime estati patiremo un caldo veramente difficile da sostenere. Per non parlare degli eventi che chiamiamo catastrofici, ma che sono conseguenze della nostra impronta perniciosa sul mondo, e la Natura inevitabilmente reagisce. È sciocco pensare che queste cose non ci riguardano. Se tutta l’umanità acquisisse consapevolezza, chiederebbe a gran voce a chi ci governa e ci domina economicamente di cambiare i parametri di riferimento; allora sì che i nostri comportamenti personali sarebbero in armonia con il pianeta. Ma non accade. Una cosa positiva è che, attraverso queste domande e la narrazione che ci fate fare, noi riusciamo a raccontare l’importanza della natura, la sua preziosità, e l’interscambio con l’uomo, convincendo molta gente ad assumere comportamenti premurosi nei suoi riguardi. Al di là dei comportamenti virtuosi di ciascuno, essere gentili, rispettosi della natura, aiutare ad impedire gli scempi, l’uccisione della biodiversità, delle nicchie ecologiche, della barriera corallina, l’acidificazione degli oceani e così via, forse non impedirà qualcosa che è già in atto, ma farà del bene, in maniera laica, a un pianeta che finora ci ha accolti, e che noi stiamo mettendo in seria difficoltà.

[Davide Arneodo] Sul cambiamento dei singoli stili di vita ha risposto Cristiano: sicuramente c’è consapevolezza, ma ha un valore relativo se non arriva un cambiamento globale. Come band cerchiamo di dare dei messaggi, di sensibilizzare; perché non abbiamo risposte o soluzioni. Ad esempio durante i tour abbiamo cambiato certe abitudini consolidate ormai da anni, come il catering ed altri accorgimenti. Queste modifiche ci hanno permesso di essere certificati: consumiamo prodotti a km zero, siamo plastic free… insomma adottiamo comportamenti virtuosi che speriamo diano il via a un effetto domino che porti a un cambiamento.

* Da “La Fuga” – Karma Clima 2022
C’hanno imbrogliati, divisi e domati / Donandoci socialità / Inquinante, inquinata / Tu non vai più dove vuoi / E quasi più nulla decidi tu / Non ci credi, ma è proprio così / E io mi devo condannare / O mi devo perdonare? / Cosa c’entro? E se c’entro / In che misura sono colpevole? […]

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