Interviste Pianeta

Massimiliano Ossini Reporter per la Terra

Il conduttore di Uno Mattina, La Città Ideale e Linea Bianca, premiato per il suo impegno per l’ambiente, diventa testimonial dell’Earth Day, ricevendo il premio durante la serata del Concerto per la Terra. 

La sera del 22 aprile, Giornata Mondiale della Terra, Massimiliano Ossini, apprezzato conduttore della Rai, ha ricevuto il premio Reporter per la Terra 2026. Il riconoscimento, assegnato nella stessa occasione anche a Sveva Sagramola, conduttrice di GEO, come è ormai tradizione ha chiuso la Maratona Multimediale #OnePeopleOneplanet e preceduto l’inizio del Concerto per la Terra sul palco della Nuvola di Fuksas a Roma.

Ossini – intervistato per il pubblico presente dalla giornalista Chiara Giallonardo e premiato da Tiziana Tuccillo in rappresentanza di Earth Day Italia – si è aggiunto così alla schiera di professionisti, uomini e donne, diventato testimonial dell’Earth Day per aver dedicato la carriera a raccontare le bellezze e le crisi ambientali del pianeta, contribuendo alla consapevolezza del pubblico, e allo sforzo per un’informazione autorevole sui temi della sostenibilità ambientale e sociale.

“Reporter per la Terra”: che significa questo titolo per te?

Intanto è un bellissimo riconoscimento. Lo condivido con tutte le persone che collaborano con me dalla mattina alla sera. È un riconoscimento che ci dà la possibilità di continuare il nostro lavoro, in un momento estremamente difficile in cui, purtroppo, il nostro pianeta viene messo in secondo piano con tutto ciò che era stato fatto finora, 

Il nostro compito è riuscire a sensibilizzare sempre di più, non solo le nuove generazioni: credo che dovremmo sensibilizzare più gli adulti, perché questi temi aiutano a riavvicinarci e a stabilire nuove relazioni. Soltanto così avremo un mondo migliore, e un luogo migliore dove vivere rispetto ad oggi. 

Ti vediamo spesso immerso nella natura: nei deserti, sulle montagne… Come salvare questi luoghi? Ha ancora senso cercare di sensibilizzare il pubblico? Non pensi che questo messaggio sia stato recepito e, a questo punto, la palla sia in mano a qualcuno più in alto? 

Credo che non sia mai troppo tardi per far passare il messaggio. In questo momento stiamo preparando delle nuove puntate. A breve andrò a Panama, e ho studiato qualcosa che non conoscevo; ovvero ciò che hanno fatto all’epoca (primo Novecento ndr.) per realizzare il canale: di come hanno deforestato senza aver cura di un territorio, come a noi oggi sembra normale e naturale. Ora comprendo che in ogni epoca c’è stato chi ha cercato di accendere i riflettori su queste tematiche.

Oggi credo abbiamo sensibilizzato molto di più rispetto al passato; le persone sono molto più sensibili;  i giovani sono a conoscenza di tutto. Non dobbiamo assolutamente spegnere i megafoni, ma continuare a parlarne; e a mio avviso uno dei modi migliori è proprio far vivere queste situazioni. Quando le scolaresche vanno in gita nelle città, nei parchi, a fare i campi, magari più di una volta l’anno, diventano loro stessi testimoni di tutto questo; perché si innamorano della causa. È come andare in palestra: diventa un allenamento quotidiano; e alla fine saranno loro stessi a trasmettere queste sensazioni. Molto è stato fatto; dobbiamo continuare e non mollare.

Parliamo del tuo programma “La Città Ideale”. La città sembra essere il contrario della Natura. Invece uno dei fronti della tutela del pianeta è proprio nelle città, dove la maggior parte di noi vive, consuma e inquina.

Nella prima edizione del programma abbiamo scelto le città che, da un’analisi fatta, sono quelle ambite, dove la gente vorrebbe vivere; alla fine quasi tutte hanno invece dimostrato di non essere così ideali. Ad esempio: Singapore è meravigliosa, bellissima; ma in realtà abbiamo visto che non è la città ideale, per una serie di caratteristiche lontane dal concetto di sostenibilità.

La sostenibilità non si ottiene mettendo semplicemente due piante e due alberi: è tutto il circuito che rendere una città sostenibile. Ci sono altri esempi da seguire: Copenaghen è molto avanti rispetto alle città orientali che abbiamo visitato. Il nostro è un programma che vuole far viaggiare, sognare, e anche accendere la voglia negli amministratori locali, nostri, nazionali, di promuovere abitudini sane, che magari hanno visto nelle puntate che abbiamo realizzato. Dico sempre che quando altri, compagni, fratelli, cugini hanno fatto meglio di noi, dobbiamo copiare! Non c’è vergogna nel copiare, e magari fare anche meglio. Mettendo insieme varie soluzioni si possono creare una città ideale e un mondo ideale.

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