Prodotto e riciclato da millenni, il vetro è un materiale naturale, sicuro e non inquinante se correttamente raccolto e riciclato. Elena Ferrari (Consorzio Recupero Vetro) racconta la filiera del vetro a Ecosistema.
Di recente Assovetro ha reso noto che in Italia cresce la produzione di bottiglie, flaconi e altri contenitori in vetro: del 4% in generale, e del 6% per le sole bottiglie. C’è dunque un progressivo ritorno a questo materiale che, secondo la stessa Assovetro, il 96% degli italiani considera come il più sicuro per contenere alimenti e bevande.
Il vetro è uno dei materiali più antichi, e ancora oggi migliori, mai inventati: sia dal punto di vista economico sia da quello ambientale. Si fabbrica con materie prime naturali molto abbondanti sul pianeta (silice, carbonato di sodio e calcare); e se disperso nell’ambiente è inerte e non rilascia sostanze inquinanti.
Questo non vuol dire che possiamo tranquillamente gettare bicchieri e bottiglie di vetro dove capita, men che meno in fiumi e mari. Anche se quella del messaggio nella bottiglia che viaggia per lunghi anni prima di arrivare a destinazione è un’idea poetica, nella pratica probabilmente la bottiglia affonderà e resterà per millenni sui fondali o su qualche costa. Se poi la bottiglia si rompesse i frammenti potrebbero ferire o uccidere gli animali che dovessero trovarli o ingerirli. Il vetro è anche un materiale riciclabile al 100% e per infinite volte, come l’alluminio, l’acciaio e il legno. Come sappiamo il vetro è anche particolarmente adatto a contenere acqua, bevande, liquidi vari (profumi, farmaci e cosmetici) e alimenti come sughi, conserve, sottoli e sottaceti.

Invece è meno noto che, a differenza di altri materiali usati per scopi simili – come il PET, l’alluminio e quelli aggregati nei brik in multistrato – la produzione e il riciclo del vetro ha un impatto ecologico decisamente minore. Uno studio recente dell’Università di Trento ha confrontato l’impronta energetica e le emissioni per produrre, processare e riciclare questi materiali e il vetro è risultato il meno impattante: ad esempio per produrre un chilo di vetro si impiegano 14 litri d’acqua, mentre per alluminio e multistrato ne servono più di 1000; e per riciclare un chilo di vetro occorre meno della metà dell’energia rispetto al multistrato, e meno di un terzo rispetto al PET e alluminio.
Risulta evidente che più aumenta l’uso e il riciclo del vetro, maggiori risultano i vantaggi economici e ambientali. In Italia la filiera del recupero è affidata al consorzio Consorzio Recupero Vetro. Quali sono i numeri attuali e gli obiettivi della raccolta? Chi sono gli attori della filiera? Lampadine, soprammobili, specchi e finestre rotti, pirofile… a volte chiamiamo vetro quello che in realtà non lo è: quali oggetti sono conferibili nelle campane e quali no? Lo abbiamo chiesto a Elena Ferrari, responsabile comunicazione CoReVe, ospite di Ecosistema, il programma settimanale curato da Earth Day Italia sulle frequenze di Radio Vaticana. Di seguito il podcast della trasmissione.
