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Alberi in città: aree verdi “tascabili” più efficaci dei grandi parchi

Giorgio Vacchiano, esperto di foreste, racconta a Ecosistema le corrette politiche di forestazione, urbana e non. Uno studio de La Statale pubblica quattro mappe delle aree italiane più bisognose di nuove alberature.

Secondo l’edizione più recente de “L’Atlante delle Foreste” – pubblicato qualche mese fa da Legambiente analizzando circa 300 progetti pubblici e privati dei mesi precedenti – nel 2024 in Italia sono stati messi a dimora circa 3 milioni di alberi. Queste operazioni hanno permesso di ricoprire di vegetazione una superficie di quasi 4.000 ettari: un’estensione paragonabile all’isola di Ischia. Lo studio stima che il controvalore di questi nuovi boschi sarà di oltre 20 milioni di euro l’anno: grazie ai servizi ecosistemici che la natura, così ripristinata, potrà restituirci in termini di qualità dell’aria, mitigazione climatica, freno al dissesto idrogeologico, aumento di biodiversità. Per fare alcuni esempi: in città, la copertura degli alberi può far abbassare di 8 gradi la temperatura del suolo; mentre un parco di qualche decina di ettari può assorbire l’anidride carbonica rilasciata in un anno da 100 automobili Euro 6. Entro la fine di quest’anno il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) prevede che in Italia siano piantati 4,5 milioni nuovi alberi per migliorare l’ambiente e mitigare il cambiamento climatico.

Tutto ciò può avvenire  a patto di progettare correttamente gli interventi: scegliere il posto giusto, il momento giusto, e le specie arboree più adatte allo scopo prefissato. Non basta insomma piantare qualunque albero, ovunque sia possibile; anzi è sconsigliabile intervenire senza criterio perché si rischia di non ottenere l’effetto voluto, o peggio, veder fallire il rimboschimento con uno spreco di denaro pubblico.  

Giorgio Vacchiano – Università Statale di Milano

Recentemente, l’Università degli Studi di Milano ha pubblicato sulla rivista scientifica Restoration Ecology, uno studio che evidenzia le aree prioritarie dove eseguire i rimboschimenti in Italia. Quattro mappe che individuano zone diverse del paese a seconda dello scopo del rimboschimento. I quattro obiettivi sono, appunto: l’aumento della biodiversità; la tutela della salute umana; la mitigazione del clima; e la tutela delle risorse idriche. La ricerca – che ha coinvolto anche lo studio Stefano Boeri Architetti, l’Istituto di Bioscienze e Biorisorse del CNR di Firenze, il Politecnico di Milano e l’Università di Sassari – si è anche concentrato sui contesti urbani più critici: le grandi città e le aree più antropizzate del Paese.

Per parlarne abbiamo invitato a Ecosistema il professor Giorgio Vacchiano, uno degli autori del lavoro di ricerca, docente di Scienze e Tecnologie dei sistemi arborei e forestali dell’Università degli Studi di Milano. Di seguito il podcast della trasmissione.

 

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