Auto ecologica? Vorrei ma non posso.
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Economia

Auto ecologica? Vorrei ma non posso

Il 77% degli italiani comprerebbe oggi un’auto elettrica o ibrida ma i prezzi non lo permettono. Intanto l’emergenza Covid ha aumentato l’uso del mezzo privato e ha fatto crollare il ricorso ai mezzi pubblici

Gli italiani hanno superato gli stereotipi e la diffidenza verso le auto elettriche o ibride. Il 70% delle persone non le ritiene, come in passato, “noiose da guidare”; e il 50% dei connazionali è ben conscio del fatto che i costi di carburante e manutenzione scendono drasticamente quando si passa a questo genere di vetture. Il mercato del nuovo dovrebbe quindi virare decisamente verso le auto ecologiche, ma i dati delle vendite dicono che la transizione è molto lenta. Perché?

Lo rivela una recente ricerca della società Areté, condotta su un campione rappresentativo della popolazione italiana. Alla domanda “Quale tipo di alimentazione sceglieresti per l’acquisto di un’auto nuova”, il 77% ha scelto motorizzazioni ibride o elettriche, con una preferenza per l’ibrido/benzina (25%). I motori endotermici “tradizionali” sono in coda alle preferenze con il diesel (9%) che, nonostante tutto, precede il benzina (6%). In coda ai desideri le auto a GPL e metano (4%).

La domanda chiave però è stata: “Quali aspetti ti spingerebbero ad acquistare un’auto ibrida o elettrica”. Con lievi differenze circa le due alimentazioni ecologiche, emerge che gli intervistati mettono davanti a tutti i fattori economici: diminuzione del prezzo di listino, incentivi statali e sistema di ricarica casalingo incluso nel prezzo della vettura (opzione che alcune case automobilistiche effettivamente offrono) raccolgono tra il 68 e il 70% delle preferenze, superando di molto altri aspetti come il comprendere meglio le diverse tecnologie o le agevolazioni assicurative.

Dunque il prezzo di acquisto è ancora il freno maggiore alla diffusione delle auto ecologiche. Eppure oltre il 50% del campione sarebbe ben disposto a pagare tra il 10 e il 20% in più queste auto rispetto a quelle più inquinanti. Infatti, nonostante una certa disiformazione diffusa sulle caratteristiche delle diverse alimentazioni (il 39% non ha compreso che le ibride non sono auto ad emissioni zero), come detto in precedenza molti hanno ben chiaro che il costo iniziale maggiorato viene compensato dalle spese minori negli anni successivi.

Sembra dunque che, finché i prezzi non si abbasseranno sensibilmente, o che gli incentivi statali non siano ulteriormente aumentati, il parco auto del paese resterà dominato dai motori endotermici. Lo stesso campione statistico ha infatti dichiarato di guidare attualmente auto diesel (47%), benzina (34%), GPL (11%), metano (3%); mentre soltanto il 4% già possiede delle ibride e l’1% delle elettriche.

Purtroppo la tendenza degli italiani a preferire il mezzo privato a quello pubblico è sicuramente aumentata in quest’ultimo anno caratterizzato da diversi blocchi dei trasporti pubblici e dalle regole del distanziamento sociale: il 75% del campione ha dichiarato di usare l’auto per gli spostamenti quotidiani; ai mezzi pubblici ricorre soltanto il 5% degli interpellati. Si può quindi concludere che un’accelerazione della transizione a un parco auto nazionale meno inquinante sia diventata una necessità ancor più pressante.

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