Ecosistema si collega con i negoziati in corso a Yerevan, per la 17a Cop della Biodiversità. Nella capitale Armena i delegati sono chiamati a salvaguardare il patrimonio di specie animali e vegetali, minacciate dalla crisi ambientale e climatica.
Il 19 ottobre, a Yerevan in Armenia, sono iniziati i lavori della Cop17: la Convenzione sulla diversità biologica organizzata dalle Nazioni Unite. Le Conferenze delle Parti (dette Cop) sulla biodiversità si riuniscono ogni due anni, a differenza di quelle più celebri sul clima che si svolgono ogni anno.
Per questa 17a Cop sono arrivati in Armenia i delegati di circa 200 paesi, oltre a rappresentanti di associazioni ambientaliste, enti scientifici, ricercatori, analisti, giornalisti, imprenditori e investitori, e rappresentanti dei popoli indigeni: che sono i primi custodi della varietà di specie animali e vegetali del pianeta.
Lo scopo dichiarato della conferenza è verificare quanti degli obiettivi stabiliti negli anni scorsi sono stati perseguiti. Infatti, nel 2022 in Canada la 15a Cop si chiuse con il cosiddetto “Quadro globale per la biodiversità di Kunming-Montreal”. Questo documento è per la biodiversità ciò che l’Accordo di Parigi del 2015 rappresenta per la lotta al cambiamento climatico. A Montreal furono fissati 23 obiettivi per conservare le specie viventi e gli ecosistemi naturali della Terra, e ripristinare la natura dove possibile.
L’obiettivo che ha avuto più risonanza mediatica è il cosiddetto 30×30: l’impegno a mettere sotto tutela legale entro il 2030 almeno il 30% delle terre emerse e dei mari del pianeta. Da alcune stime si evince che al momento sono protetti il 10% dei mari e il 20% delle terre emerse. A Yerevan si tirano le somme di quanto fatto in questi 4 anni trascorsi dall’accordo, e a 4 anni dalla scadenza del 2030.
Nella nuova puntata di di Ecosistema – il programma settimanale curato da Earth Day Italia sulle frequenze di Radio Vaticana – abbiamo stabilito un collegamento telefonico dall’Armenia con Giacomo Cozzolino, rappresentante di Italian Climate Network, esperto di biodiversità e clima nei paesi in via di sviluppo che sta seguendo i negoziati. Di seguito il podcast della trasmissione.
