Ecologia integrale

La metrica della «Laudato si’»

Maurizio Grifoni, fondatore di Values Metrics, intervistato dal Presidente di Earth Day Italia sulle pagine dell’Osservatore Romano.

Lord William Kelvin — fisico irlandese che tra mille altri meriti ebbe quello di determinare l’età della Terra — amava ripetere: «ciò che non si può misurare non si può neanche migliorare».

In un tempo di grandi crisi e trasformazioni come il nostro, bisognerebbe partire da questo assunto per comprendere quanto alla base dei nostri errori più ostinati ci siano spesso dei riduttivi criteri di valutazione. Il caso più eclatante è forse quello del Pil — Prodotto Interno Lordo, indicatore della ricchezza creata da un Paese — che ha finito per diventare protagonista assoluto delle analisi economiche mondiali, nonostante la sua totale incapacità di raccontare le realtà — economica, ecologica e sociale — sottostanti alla ricchezza.

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Di fronte ad una finanza “asso piglia tutto”, che divora il pianeta e deteriora progressivamente la qualità della vita di miliardi di persone, la vera sfida diventa allora quella di creare nuovi criteri di valutazione economica e finanziaria, capaci di riportare l’attenzione di tutti ai valori fondanti dell’economia e della politica, primo tra tutti quello di contribuire alla felicità umana. Ne parliamo con Maurizio Grifoni, presidente del fondo pensionistico FON.TE , tra gli ideatori di Values Metrics, la nuova metrica economica e finanziaria ispirata ai principi dell’enciclica Laudato si’.

Presidente Grifoni, come avviene che un’enciclica diventi parametro di valutazione per un investimento economico o finanziario?

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Fino a quel momento la finanza sembrava non aver colto l’importanza epocale del messaggio lanciato dal Sommo Pontefice. Ma dopo l’enciclica la comunità internazionale ha cominciato a dare segni di un risveglio. La definizione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda Onu 2030, l’accordo sul Clima di Parigi, l’affermazione sempre più convinta di criteri economici e finanziari in grado di assicurare il rispetto dell’uomo e dell’ambiente. Insomma, anche se lentamente, con la Laudato si’ la finanza è tornata a fare i conti con la sua funzione originaria, che è poi quella generativa di un’economia più sana e funzionale; così come l’economia è stata richiamata alla sua nativa missione di produrre benessere sociale e felicità per tutti. Emblematiche in tal senso sono state per me le bellissime parole del Papa: «Gli attuali modelli economici e tecnologici ci rendano molto più vicini senza mai renderci fratelli».

Le cose però continuano a peggiorare …

È vero! Per ora siamo solo usciti dal letargo. Ma le persone più attente hanno cominciato a ragionare. La finanza in particolare ha cominciato a dare risalto ai criteri Esg — Environmental, Social, Governance — attraverso i quali si possono misurare gli obiettivi sociali ed ambientali di un investimento.

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Cosa fare allora?

L’idea che abbiamo avuto è stata quella di creare un gruppo di lavoro altamente qualificato — nato dall’incontro tra PricewaterhouseCoopers, Anima, Economia del Bene Comune e Core Values — che prendesse a modello i principi espressi dal Papa nelle encicliche Laudato si’ e Fratelli tutti, per creare una metrica nuova, in grado di orientare senza ambiguità gli investimenti economici e finanziari verso un positivo impatto sociale ed ambientale […]

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