Cambiamento Climatico Ecosistema

ISPRA: nel 2025 sono diminuite le risorse idriche

Nel 2025 le precipitazioni sul territorio italiano non sono state sufficienti a mantenere la media delle risorse idriche degli ultimi anni. Si prospetta un’estate problematica sulla disponibilità di acqua per le famiglie e gli usi agricoli, già molto penalizzati. Ne abbiamo parlato nella puntata di questa settimana di Ecosistema su Radio Vaticana Italia con Stefano Mariani, ricercatore dell’ISPRA.

Domenica 22 è stata celebrata la Giornata Mondiale dell’Acqua. La risorsa idrica è anche uno dei più importanti Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 dell’ONU: elemento indispensabile tanto per la vita quanto per la pace sociale e le attività economiche.

Il Goal 6 degli SDGs fissati nel 2015 infatti impone di “Garantire la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e dei servizi igienico-sanitari per tutti gli esseri umani”; ma, secondo i dati più recenti riferiti dalla FAO e dall’ONU, a pochi anni dalla scadenza del 2030, 2.1 miliardi di persone nel mondo non hanno ancora accesso all’acqua potabile gestita in modo sicuro. La scarsità idrica colpisce particolarmente in Nord Africa e Asia. Dal 2015 sono stati fatti dei passi in avanti: la disponibilità di acqua potabile per gli abitanti del pianeta è salita dal 68 al 74%, lasciando però nell’insicurezza un quarto della popolazione mondiale; la disponibilità di servizi igienico-sanitari (bagni personali, sistemi fognari sicuri, ecc.) è passata dal 48 al 58%, ma ancora ne sono escluse 3,4 miliardi di persone; i servizi igienici di base (acqua corrente, docce, ecc.) sono aumentati dal 66 all’80%, ma ancora 1,7 miliardi non vi hanno accesso diretto. Un dato emblematico riguarda 447 milioni di bambini, che non hanno accesso ai servizi idrici di base nelle scuole che frequentano. L’Onu ha anche evidenziato la disparità di genere provocata da questa crisi idrica globale: tra quelle che non hanno l’acqua in casa, in due famiglie su tre la raccolta quotidiana, presso fontane, pozzi, fiumi o altro, è principalmente affidata delle donne, dalle più giovani alle anziane, impedendo loro di dedicare tempo ad altre attività lavorative, comunitarie, formative o scolastiche.

Sul fronte italiano,  in questi giorni l’ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale – ha presentato un aggiornamento del Bilancio idrologico e della disponibilità della risorsa idrica sul territorio nazionale, con previsioni stagionali e proiezioni climatiche. Da questo risulta che nel 2024 nel Paese sono stati prelevati 8,87 miliardi di metri cubi di acqua per uso potabile, con un forte ricorso alle riserve d’acqua sotterranee. Nonostante questo prelievo risulti essere il più basso dell’ultimo quarto di secolo, l’Italia è ancora, da decenni, e di gran lunga, il paese europeo che trae dal territorio la maggiore quantità di acqua potabile. Risulta evidente l’importanza cruciale delle precipitazioni annue che alimentano le riserve necessarie a questo ingente prelievo. Ma la crisi climatica colpisce particolarmente il Mediterraneo e il nostro paese. Diciassette comuni italiani (tre in più del report precedente) soprattutto nelle regioni del sud, e in particolare in Sicilia, sono obbligati a razionare l’acqua nei periodi più siccitosi dell’anno. Il razionamento interessa oltre un milione di persone, il 5,8% della popolazione; nel 2023 erano 760 mila. Una famiglia italiana su dieci lo scorso anno ha lamentato delle irregolarità nell’erogazione dei servizi idrici (anche questo un fenomeno in aumento); e tre famiglie su dieci non si fidano della salubrità dell’acqua del rubinetto. Situazione molto più critica nel settore agricolo: nel 2024 il 90% delle aziende agricole italiane ha avuto difficoltà a irrigare le coltivazioni; percentuale che arriva quasi al 100% al Sud e sulle isole.

In generale l’ISPRA ha reso noto un calo delle risorse idriche nazionali nel 2025 rispetto al 2024, con conseguenze che si avvertiranno maggiormente nell’imminente stagione estiva. Per approfondire il tema, la puntata di questa settimana di Ecosistema, la rubrica settimanale di Earth Day Italia su Radio Vaticana, ha ospitato Stefano Mariani, ricercatore dell’ISPRA. Di seguito il podcast della trasmissione.

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